domenica 26 settembre 2010

Di facili, troppo facili costumi!

Prima c'era solo lui: le mie attenzioni, i miei baci, le mie fragilità erano solo per lui. Eravamo due innamorati che galleggiavano a un metro da terra. 
Poi è arrivato l'altro: decisamente più giovane di me, ma ciò nonostante pelato e senza denti, e così, da un giorno con l'altro, ho tradito mio marito. Prima sono stata via da casa per un paio di giorni, poi sono ritornata, ma alle mie condizioni: ho viene anche lui a stare con noi, o niente! 
E così dividevo i miei baci fra il mio Lui e il Nuovo Lui, decisamente molto esigente in termini di attenzioni e possesso. Dopo circa un anno e mezzo avevamo trovato il nostro equilibrio: li amavo entrambi, di un amore diverso, si capisce, ma riuscivo a dividermi bene fra i due, che, incredibilmente, andavano d'accordo. Poi è capitato di nuovo. Uno ancora più giovane e anche questo senza denti e capelli. Ho ripetuto la stessa trafila: sono scomparsa da casa per tre giorni e poi sono ritornata. Con Lui, il Nuovissimo Lui. Il primo Lui,ormai abituato a queste mie scappatelle, ha chiuso un occhio, il Nuovo Lui si è trovato spiazzato. E io di nuovo a dividermi e a perdermi fra questi amanti così esigenti...a volte mi confondo coi nomi, a volte bacio uno e poi subito l'altro, mi sdraio nel letto con uno, poi vado sul divano dall'altro...che dite, sono un po' una sgualdrina?

giovedì 23 settembre 2010

Il giorno (la sera) di dolore

Ieri sera cercavo di consolare e così mi sono trovata persa nelle mie stesse lacrime. 
Quelle lacrime che non puoi sempre versare, perchè c'è bisogno che tu sorrida e canti e prepari le pappe e accompagni all'asilo e che tu continui a sperare. 
Ma se i bimbi non guardano, se non c'è nessuno, se sono sola con il mio dolore...lo lascio venire a galla, per piangere un po'. 
E curiosamente, mi capita spesso, quando soffro, che il mio cervello si incanta, come un vecchio disco, su una frase, spesso assolutamente fuori luogo, e insiste,insiste, fino a quando non riesce a distrarmi dal piangere. 
E ieri continuavo a sentire questo vecchio ritornello: "(...) sopra il giorno di dolore che uno ha (...)"; così, l'ho ripescata dal provvidenziale you tube, e l'ho ascoltata, riascoltata, tante volte perchè non  capivo perchè continuasse a consolarmi, come un the caldo quando fuori fa freddo, come un abbraccio di qualcuno che la sa lunga. 
Poi ho scoperto che l'ha scritta per un amico malato, che poi non ce l'ha fatta, e ho capito perchè questa canzone riesce a parlarmi.

mercoledì 22 settembre 2010

Proposte by night

Stasera pc man esce, e mi lascia sola. Sola con i due, chiaramente. Non sola, sola. Forse pagherei molto, davvero molto, per passare una sera a casa da sola, sola, senza bimbi, marito, nonna...nulla! E invece no: sono già stanca solo al pensiero! Penso che mi organizzerò confidando su quella santa cosa che è Baby tv, canale 620 di Sky :lo so che è diseducativo, sbagliato, che uccide l'intelligenza, azzera gli stimoli, rimbabisce il cervello etc, ect...(ci ho fatto anche la tesi di laurea!), ma a una certa ora quello che importa davvero è sopravvivere, sopravvivere tutti e tre! Ok, e una volta addormentati, che faccio?

lunedì 20 settembre 2010

Le piccole cose che amo di te

Se c'è una cosa che mi piace negli uomini è la leggerezza, se poi questa è unita all'autoironia la trovo irresistibile. E se è accompagnata da una certa dose di brillantezza, allora sto leggendo qualcosa di Stefano Benni, qualcosa che condivido con piacere con voi!
LE PICCOLE COSE tratte da Ballate (1991)

Le piccole cose che amo di te
quel tuo sorriso
un po' lontano
il gesto lento della mano
con cui mi carezzi i capelli
e dici: vorrei
averli anch'io così belli
e io dico: caro
sei un po'matto
e a letto
svegliarsi
col tuo respiro vicino
e sul comodino
il giornale della sera
la tua caffettiera
che canta, in cucina
l'odore di pipa
che fumi la mattina
il tuo profumo
un po' blasè
il tuo buffo gilet
le piccole cose
che amo di te

Quel tuo sorriso
strano
il gesto continuo della mano
con cui mi tocchi i capelli
e ripeti: vorrei
averli anch'io così belli
e io dico: caro
me l'hai già detto
e a letto
stare sveglia
sentendo il tuo respiro
un po' affannato
e sul comodino
il bicarbonato
la tua caffettiera
che sibila in cucina
l'odore di pipa
anche la mattina
il tuo profumo
un po' demodè
le piccole cose
che amo di te

Quel tuo sorriso
beota
la mania idiota
di tirarmi i capelli
e dici: vorrei
averli anch'io così belli
e ti dico: cretino,
comprati un parrucchino!
e a letto
stare sveglia
a sentirti russare
e sul comodino
un tuo calzino
e la tua caffettiera
che è esplosa
finalmente, in cucina!
la pipa che impesta
fin dalla mattina
il tuo profumo di scimpanzè
quell'orrendo gilet
le piccole cose
che amo di te

venerdì 17 settembre 2010

Prima di prime

E' venerdì. Il primo venerdì di questa settimana di prime cose.
Il mio Svizzero ha terminato la sua prima settimana di Nido e ha pianto tutte le  volte, in un crescendo di dolore e disperazione che ho visto solo nelle processioni funerarie in meridione. Io mando giù il magone, lo saluto e mi giro. Poi in macchina piango tutte le mie lacrime, ma giusto un po', in tempo per asciugarle prima di arrivare a scuola. La scuola. Questo mondo misterioso. Mi aggiro sperduta e disorientata fra corridoi e stanze, buttando il naso in ogni armadio, cercando di trovare materiale, strumenti, e pezzi dell'anno scorso. Ma la ricerca è spesso vana. Qualche collega si impietosisce e mi aiuta,altre tirano dritto, le bidelle non so cosa penseranno...Il risultato finale è  che in questa prima settimana di prime cose...ho perso 1 chilo!!!e vai!

martedì 14 settembre 2010

Prime volte

Rullino i tamburi prego... oggi per la prima volta da quando sono sposata (4 anni) le ceste della biancheria da lavare sono vuote! vuote! vuote! sensazione tipo come quando a scuola riuscivi finalmente a metterti in pari col programma, o come quando, dopo molte settimane, ti fai la ceretta e osservi le tue gambe depilate come se le vedessi per la prima volta!
e allora per premiarmi ho sbrinato il freezer! anche questo per la prima volta! ho raccolto tanto ghiaccio da irrigare il sahara! e mentre penso soddisfatta che insomma sono stata proprio bravina, una vocina dentro di me mi sussurra che se davvero mi danno tanta soddisfazione queste cosette, mi si è proprio ristretto il mondo, oppure, la mancanza di sonno mi ha del tutto rintronato!

domenica 12 settembre 2010

ahi, ahi mascarpone istintivo!

Esagero? ho esagerato? forse...però mi ha guidato l'istinto.

A pranzo dai suoceri, con una manciata di parenti, tutto bene, poi mia cognata prende in braccio l'anarchico e gioca col suo moroso. Lui finge di volerla imboccare con un cucchiaino di tiramisù. Ridono. Poi mi rigiro e vedo il cucchiaino di tiramisù davanti alla bocca del mio anarchico. Scatto, mi alzo, e mi riprendo il bimbo (glielo strappo di mano). Scatta la discussione: lei (imbarazzata) sostiene che non gli avrebbe dato il dolce, che stavano solo giocando, che ho visto solo la parte finale; io (ancor più in imbarazzo) ribadisco che non si fa, che non si mette un cucchiaino di un cibo che non può mangiare davanti alla bocca di un bambino. Monta la polemica: io divento quella che drammatizza, che esagera, perchè in fondo mica rimane traumatizzato per un cucchiaino...Poi lei (ma fa parte del suo carattere) si offende, le si riempono gli occhi di lacrime e le trema la voce. Ok, lo so, me la sono giocata, la conosco e so che per un po' i rapporti saranno freddi, ma poi ritorneranno normali. ma rimango confusa...
è la prima volta che scatto per mio figlio, di solito non ho mai avuto da ridire, anche quando non condividevo tutto quello che si faceva intorno ai miei figli...Ma mi è scattato qualcosa. Non è solo che non giudico sensato mettere un cucchiaino di mascarpone e cacao davanti a un bimbo di 7 mesi, ma è che non mi piace che si giochi "su" mio figlio. Gioca con lui, ma non attraverso lui, non provocargli reazioni divertenti prendendolo in giro, non offrirgli qualcosa che non può avere...io non vorrei che qualcuno facesse mai così con me. 
Mio figlio, i miei figli, sono persone, anzi Persone, anche se piccoli, molto piccoli, hanno diritto allo stesso rispetto di un adulto e non mi piace quando li si tratta come animaletti, si provocano reazioni, gli si chiede di ripetere lo stesso show per il divertimento dei grandi. Sarò esagerata...ma ogni tanto lascio parlare il mio istinto materno ( o quello che penso che sia) e mi faccio guidare da lui.

venerdì 10 settembre 2010

Siamo tutte scambiste!

Se le cose belle sono da condividere, non potevo tacere sul vizio che mi tiene prigioniera...non è una cosa di sesso (nooooo!!!), non è una cosa di alcool (anch
e se una bella rubrica enologica non guasterebbe), non è una cosa di cibo (con tutti i chili che ho da smaltire mangio senza godere), ma è una cosa di ...vestiti!

Succede così: con le amiche fidate, simpatiche e vicine di taglia, ci si trova a scadenza assolutamente irregolare e casuale per mangiare una pizza a casa di qualcuno. Poi si sparecchia. Poi ci si guarda. Poi ci si china verso la borsina (shopper, sacchetto, borsa blu dell'ikea...dipende) e si estrae un pezzo: "ragazze, guardate qua: chi vuole questa magliettina? l'ho presa un anno (un mese, un giorno, prima della gravidanza, mentre allattavo) e non mi va più...". il pezzo viene steso sul tavolo e a seconda del suo appeal si scatenano queste reazioni:
- il pezzo è brutto, o troppo liso: giace inerte sul tavolo. Nessuno lo sfiora, attendiamo il secondo
- il pezzo è interessante: una timida manina lo prende, lo rigira...qualcuno dice "secondo me ti sta bene", poco convinta, ma ancora interessata lo si appoggia addosso e poi con un sorriso "non lo vuole nessuno questo? allora è mio!"
- il pezzo è molto interessante: a volte non riesce ad arrivare sul tavolo; mani rapaci lo strappano dalla proprietaria, mentre lo sta estraendo dal sacchetto. "E' MIO!!!L'HO VISTO IO!!!!"incomincia la lotta: prima solo verbale: sta meglio a me, è il mio colore, tu non hai tette, tu hai troppe tette, non è il tuo stile, mi serve per il lavoro, mi è sempre piaciuto...Se le parole non bastano (e quasi sempre non bastano) si passa ai fatti: la gara/sfilata. Le contendenti devono provare il capo in questione e sfilare con il medesimo, a quel punto, se il giudizio dello specchio non basta a estromettersi dalla competizione, ci si affida al giudizio di tutte le altre, rischiando, così, a volte, di compromettere storiche amicizie.
- il pezzo fa cagare: è bruttissimo, è un residuo degli anni 80, ha fantasie improponibile, lunghezze impensabili, è strettissimo oppure larghissimo, ha tessuti che solo a toccarli ti fanno grattare. Qui inizia in primis lo sfottio della proprietaria "Ma cosa ti mettevi? ma fa schifo? ma che vergogna!ma davvero l'hai comprato?" poi si sceglie una e la si obbliga ad indossare il pezzo, per poi farla sfilare e di nuovo insultare la proprietaria.

così via, fra chiacchiere, qualche bicchierino, molte risate...un toccasana per l'armadio e per rispolverare vecchie amicizie!

martedì 7 settembre 2010

Chi vuole il sabato libero?

Secondo giorno della nuova grande avventura:ieri c'è stato il temibile "Collegio docenti" e mi sono slogata la mascella a forza di sbadigli (ma posso sempre nascondermi dietro al fatto che l'anarchico non ha intenzione di lasciarmi dormire senza interruzioni, che poi non è neppure un gran nascondiglio, dato che è la verità...), ma oggi...
oggi, esterno uggioso, interno illuminato al neon, intorno a dei tavoloni, una ventina di donne, fra i 25 e 50 anni, parlocchiano, scrivacchiano sulle agende, a volte ridono, a volte tacciono, poi ...la bomba! "Chi vuole il sabato libero?" Neanche al mercato, neanche ai saldi, neanche ai saldi del mercato ho visto donne inalberarsi così, strabuzzare gli occhi, alzare la voce, invocare divinità superiori (il dirigente), rilanciare sull'anzianità di servizio, minacciare di  andarsene, minacciare di riferire tutto al sempre temibile Collegio Docenti ( e qui ci starebbe bene il nitrito di Frankestein Junior) borbottare in dialetto, arrossire, abbassare la testa e gonfiare il petto (manco a Miss Italia...)...
Io e un timido insegnate di religione, ai bordi del tavolone, ci guardavamo: io sgomenta, lui con la placida tranquillità di chi è abituato a questi siparietti. 
Mah...avrò fatto la scelta giusta?

mercoledì 1 settembre 2010

Nuove cose

Eh sì...oggi è stato l'inizio di cose importanti. 
In primis lo Svizzero è approdato al nido, dove è stato subito circondato da intraprendenti bambine (eh la miseria! calme, cuccioline!), lui, da vero figo, faceva l'indifferente e continuava a giocare e a salire/scendere da tutto. Se mi ha guardato, dato segni di sconforto o disagio, espresso attaccamento, cercato, considerato? No, nulla di tutto, ciò. Sarà normale? mah...
Subito dopo sono andata a prendere servizio nella scuola dove insegnerò: mia prima volta in assoluto! E chiaramente ho fato la figura della disadattata, non sapevo dove andare, come muovermi, che fare...c'erano branchi di insegnanti compatte che si muovevano e un impiegato che dispensava fogli, chiedeva firme e mi chiedeva cose che non sapevo (sensazione di interrogazione al liceo): "Sei annuale? in che senso? come le piante sul balcone? preferirei essere perenne allora! Ti serve l'assegno dei figli? Oddio, sono cos' piccoli, non ce l'hanno ancora il libretto degli assegni. Insegni quest'anno per la prima volta e sei già annuale? Ancora questo essere annuale, insiste proprio! Come hai fatto? Lo sapessi...Ah, è perchè ti sei iscritta con riserva, hai sciolto la riserva e sei salita in prima fascia! Chi io?!? Non mi sembra, ma se lo dice lei...
Insomma il nostro dialogo era surreale come se uno chiedesse ad un altro: "Scusa che ore sono?" "No"
"Sì, ma che ore sono?" "Ah, verde!"
"Noo! Che ore sono?" " Mi scusi , non avevo capito, penso domani!"
mmmm...che bell'ingresso!!!

Lettori fissi

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Lilypie Second Birthday tickers

ho perso il contoooo!!!