giovedì 9 febbraio 2012

Due anni- ma va là!

Fra poco sono 2 anni. Ma non è mica vero. Dicono che hai 2 anni, che esisti da due anni nella nostra famiglia, che sono passati 24 mesi, più di 700 giorni... ma va là! Tu sei ancora quel piccolo cuoricino che batteva dentro di me, sei quel ranocchio sperduto stretto fra il mio seno e le mie braccia, sei quel mistero di vita e di amore che non mi so spiegare. Sei il mio piccino: sei nato l'altro ieri, era ieri che ti sei messo in piedi da solo spingendo la seggiolina dell'ikea, è da stamattina che parlocchi, poche ore fa hai iniziato a mangiare da solo, mezz'ora fa hai fatto il tuo primo disegno! Non venite a dirmi che sono passati due anni. Io non ci credo a questa balla del tempo che passa...sono solo chiacchiere!

martedì 7 febbraio 2012

Mi sono incoppettata!

Oh perbacco! Mi sono data alla speleologia! Ma non in una fredda grotta, con stalattiti e stalagmiti, no. Ho fatto la speleologa dentro di me! Ho provato la coppetta mestruale, detta anche il Santo Graal! Perchè l'ho comprata? bhe, al di là di motivazioni ecologico-risparmiose, l'ho trovata  in offerta su group-on e non ho resistito! Ahhhhh che risate ci siamo fatte noi tre: io, la coppetta e il mondo misterioso che ho là sotto! Sì perchè per me quella è sempre stata una zona segreta, come l'Africa per i romani "hinc sunt leones!" e non se ne parla più, centro nevralgico di piacere, di dolore, di vita, di sangue....insomma, roba che al confronto l'isola di Lost (scusate non ho ancora finito l'ultima stagione, mi mancano 20 puntate e sono fuori dal tunnel!) sembra Gardaland! E invece la coppetta ti impone di prendere in mano la situazione (così grande? non può entrare!), di esplorare (allora, se ben ricordo devo andare da questa parte...), di cercare (eppure era da queste parti...!), di farti prendere dal panico (ahhhhh!!! non c'è più!), di ricordare (devo spingere, com'è che mi aveva detto l'ostetrica?), di litigare (adesso mollala, è mia! lasciala uscire!), di tirare un sospiro di sollievo (ahhhhh!!!).  E poi ho conosciuto le seguaci del Sacro Graal, che si trovano su un fantastico forum e non vedono l'ora di accompagnare mano nella mano le neofite imbranate come me! Insomma, a parte questioni tecniche da affinare, l'esperienza è da ripetere, perchè è davvero una rivoluzione soprattutto nel modo di vivere e viversi nel proprio corpo, un po' più consapevoli, un po' più partecipi e magari un po' più fashion: c'è una ditta che le fa glitterate! Vuoi mettere la patata col glitter?!?

martedì 24 gennaio 2012

La mia eterna rivale

Pensavo di non essere competitiva. E di non esserlo mai stata. In fin dei conti non mi sono mai paragonata agli altri, non cercavo di superare qualcuno o di eguagliare i risultati degli altri. Non dico in ambito sportivo, dove sono stata e sono tuttora veramente negata (ricordo che riuscivo a essere selezionata per la gara di resistenza solo perchè mi lasciavo doppiare e poi mentivo alla profe, così andavo a correre la gara dove arrivavo chiaramente penultima, fra lo stupore dell'insegnante e le risatine delle compagne!). Ma in ambito scolastico non mi interessava assolutamente conoscere i voti degli altri o paragonarmi ai compagni. Ma questo non perchè non sono competitiva. 
Non sono competitiva con gli altri, ma lo sono con me stessa, senza pietà e senza scrupoli. 
La mia indole pignolina, il mio orgoglio, forse anche le aspettative di mio padre, mi hanno sempre portato a dare il massimo. Sempre. In qualsiasi campo io fossi. Anzi o davo il massimo e riuscivo bene o mollavo. Fine. Non mi piace più. Non lo faccio più. Non sono portata. Ma non era per primeggiare sugli altri. Dovevo primeggiare su me stessa. Superarmi ogni volta. Migliorarmi costantemente. E qui casca l'asino (e si fa male), perchè se è sano dare il meglio, non lo è più quando questo pregiudica la qualità della vita. Così ho trasformato l'impegno scolastico in una gabbia in cui proteggermi dal mondo esterno, concentrata nell'andare sempre meglio. E il 7 era uno smacco. E se facevo un' escursione, dovevo farla meglio di come l'avevo fatta precedentemente, dovevo. A costo di arrivare al rifugio col cuore in gola, ma dovevo essere più veloce, e magari anche con lo zaino più pesante. Non me lo chiedeva nessuno. Me lo chiedevo io. E penso di essermi giocata alcune belle occasioni per essere felice, perchè mi sono presa troppo sul serio e guardando solo il risultato, ho perso di vista il tragitto, che era bello pure quello! La scuola, il volontariato, gli impegni erano strumenti per dimostrare a me stessa quanto ero brava, in questa gara esasperata con le mie aspettative e il mio orgoglio. E l'ho capito solo ora. Per l'esattezza l'ho capito pochi giorni fa, mentre nuotavo in piscina e avevo deciso di non contare le vasche, ma semplicemente di nuotare per 30 minuti. Ho azzerato la mia rivale: non c'erano record da battere, nuovi primati, fatiche da infliggersi. C'era solo nuotare, con i miei tempi, la mia calma, la volontà di godersi il momento, non solo l'arrivo. Così ho nuotato e non so quante vasche ho fatto. Ma mi è piaciuto come non mai. Mentre la mia più grande rivale stava lì, a bordo vasca, un po' smarrita per questo cambio di programma.

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mercoledì 18 gennaio 2012

Io e la tecnologia, parte seconda

Alcuni mesi fa, per l'occasione del mio compleanno (ho compiuto anche questa volta 28 anni! sono brava, vero?), mia mamma, forse afflitta dalle condizioni in cui versa(va) casa mia, decise di regalarmi un robottino che pulisce. Una grande opera di convincimento è stata fatta anche dal commesso del negozio, che ci assicurato che il prodotto era una meraviglia, fantastico e che lui gli si era anche affezionato, amava guardarlo pulire e gli parlava anche. Come dire, chi si somiglia si piglia: mia mamma parla con la tv, io minaccio la lavasciuga e lui parla con l'aspirapolvere...siamo tutti una grande famiglia! Così arriva il robottino a casa: supera le perplessità del marito programmatore, aggira la curiosità dei bimbi e inizia a pulire. Attenzione non è il robot stra figo con i sensori dello sporco, che mappa il soffitto, ricorda i percorsi e probabilmente ha il gps integrato. No, io ho il cugino demente. Quello che va a caso, gira in tondo fino a quando non va a sbattere, allora come un ubriaco smette di girare si sposta un pochino e ricomincia a bere  girare.  Per un po' tutto bene, evidentemente si stava ambientando...poi ha tirato fuori il carattere. Un bel giorno si è messo a fare rumore, non era successo niente, un attimo prima andava e poi si è trasformato in un trattore: tatatatatatata! Per parlare fra di noi si doveva urlare come quando vai vicino a un aeroporto. Lo guardiamo: niente. Lo smontiamo: niente. Procediamo con la sempre nota e efficacissima manovra "spegni e accendi": niente. Sospiro e decido di lasciarlo fermo. Per un po'. Mi dimentico che esiste. Me lo ricordo e lo faccio ripartire: miracolo! non rumoreggia più! Porterei questo caso a Vojager, se fossero persone serie...Ora è silente, ma solo perchè ha cambiato strategia. Adesso cerca di indurmi alla pazzia ostinandosi ad andare dove non deve: 110 mq di casa, ma proprio sopra il libro dei barbapapà dimenticato per terra devi andare? che poi non riesci a scendere! e chiami! e piangi! e fai pio pio finchè non vengo a liberarti! come si può vedere sono entrata anch'io nella fase "parla con lui" che mi aveva anticipato il commesso. Il robot figo ha il sensore sporco, anche il mio, ma l'hanno montato al contrario: lui capisce dove c'è lo sporco e lo evita, in una stanza di 10 mq è stato capace di andare ovunque tranne sulle briciole (che gli avevo messo apposta! pensavo di addestrarlo!). Così lui gira e io gli dico nooooo! no bello! vai di là! di là! spostati, no! non di lì! di lì ci sei già passato! smettila!
Adesso vedo che su groupon ne vendono un altro, ora vado a dirglielo e poi vi riferisco...

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Lilypie Second Birthday tickers

ho perso il contoooo!!!