giovedì 27 ottobre 2011

E mi tocca pure fare la Zen!

Nelle mia vita precedente amavo il controllo. No, non la vita precedente precedente (quello in cui ero una nobile aristocratica che non alzava un dito dalla mattina alla sera, il che spiega la mia ritrosia a qualsiasi sforzo/fatica/lavoro), solo quella precedente ai figli. Ecco, allora mi piacevano le routine e il senso di controllo e di armonia con l'universo che ne scaturisce. Sapere che le cose iniziano, si sviluppano, terminano. Che meraviglia! Poi è finito tutto. E' arrivato lo svizzero, che in barba al suo nome, sta decidendo di far saltare qualsiasi piano di prevedibilità. Si addormentava da solo? Ora servono qualche centinaio di riti e rituali (dal cuscino caldo, alla mano, ai baci sul collo...). Cacca e pipì nel water? Ora gocciola che sembra un rubinetto guasto e la cacca atterra puntuale nelle mutande, solo lì! Prima schifava i miei baci e se li toglieva quando li giudicava eccessivi? Ora si lascia baciare all'infinito: dico solo che cedo prima io!
Ecco, ha cambiato le carte in tavola e, in questa strana partita che giochiamo ogni giorno, le regole le metto io, ma le carte le da lui e spesso ho l'impressione che sto cercando di giocare a briscola mentre lui sta distribuendo le carte da poker! e ogni tanto ne esco piegata: alla terza cacca del giorno nelle mutande, all'addormentamento infinito, inizio a cedere, saltano i nervi, salto io, salta la voce...e poi ci sono giorni in cui guardo queste carte da poker e cerco di capire come giocarci a briscola e, tutto sommato, mi ci diverto pure, mentre con un respirone zen, mi dico che tutto passa, che è una fase, che evidentemente non la capisco, ma che forse in amore non serve capirsi sempre, basta esserci, aspettarsi, accettarsi.

martedì 18 ottobre 2011

Ciò di cui ho davvero bisogno. Non è un tepidarium.

E' che sono lenta. Lenta e pigra. Che mi piace starmene tranquillina in pace. Come adesso che i bimbi dormono e il raggio di sole che mi cade addosso è meravigliosamente piacevole. Così stavo per perdermi una bella occasione. Più o meno un anno fa, mia cognata, per il mio compleanno mi ha regalato un percorso rigenerante in una beauty-spa a 5 minuti da casa. Circa un anno fà. Validità: un anno. Quando me l'ha regalato ero felicissima: 2 ore di relax! da sola! senza bimbi urlanti che interrompono le cose. Forse ne ero troppo contenta, da non volerlo sciupare. Mi bastava guardarmelo lì, attaccato sulla mia bacheca per pensare che ce la potevo fare, che se le cose andavano male avevo quel buono lì da usare...e così ho posticipato, rimandato, un po' dimenticato. Ma ieri l'ho usato. YEEeeeeeSSSSS!  Piscina (bella caldina) con idromassaggio, bagno turco,  tepidarium (che non ho capito cosa dovevo fare: sono stata un po' lì in piedi, poi mi sono seduta, poi mi sono sentita fessa e mi sono alzata), sauna, doccia emozionale (l'emozione era "oh, mamma che freddda! ah, no adesso va meglio!" e si spegneva, così l'ha riaccendevo e di nuovo l'emozione "uh, mamma è ancora fredda! ah, ecco adesso va meglio!"), e poi la stanza relax: lettino, copertona calda calda e tisanona bollente. Ecco forse mi sarebbe bastato 2 ore di quello. Solo di quello. Senza tutto lo sbattimento del caldo, freddo, sauna, mi asciugo, si bagna l'accappatoio, vado in sauna, no ci sono già due che mi sa che vogliono stare da soli, allora vado nel tepidarium, no! il tepidarium no! che non so cosa devo fare! rifaccio l'idromassaggio e poi torno in sauna...che per carità, se gli sbattimenti nella vita fossero questi! ma per dire, che forse la cosa che ho apprezzato di più è stato stare sdraiata, al caldo, in penombra a bermi una tisana in silenzio...Uno può dire: fallo anche a casa tua! no! perchè se riesci a trovare il momento per farlo a casa tua, sei comunque a casa tua, e gli occhi si muovono e notano il disordine, un po' di sporco, i giochi in giro...e i muri, che sembra non sappiano parlare, incominciano a farti pensare a tutto quello che devoi o dovresti fare, a partire da cosa cucinare per cena...ecco, lì, il cervello si era spento. Black out. Off. figata!

martedì 4 ottobre 2011

Dove andremo a finire?

Dovrebbero dormire. Da circa 36 minuti. Considerando che uno è imbottito di tachipirina (la nostra cara vecchia amica taki!) a quest'ora dovrebbe essere crollato. E invece no. Quello malato fa il verso del trenino. Quello sano ride e gli dice "Basta!". Quello malato ride. Quello sano dice "SHHHHH". Quello malato inizia a chiamare tutti i suoi salvatori in ordine di probabilità di un loro intervento: mamma-papà-nonna-nonno. Quello sano è sceso dal letto e mi spia da dietro la porta.
Dovrebbero dormire. Non lo dico per me, lo dico per loro, che se mi tolgono il primo pomeriggio dedicato al cazzeggio io non arrivo a sera. E loro con me.
Quello sano ha un sorriso che spacca il cuore. Come faccio a sgridarlo?
Se non la smettono di farmi innamorare non so come andremo a finire.

lunedì 3 ottobre 2011

Pensieri sparsi senza un perchè

Conoscete Iseo? è un ridente paesino in provincia di Brescia, sulla riva dell'omonimo lago, famoso per aver dato i natali alla prima vincitrice del Grande Fratello (non sapete di cosa sto parlando, vero?). In ogni modo sabato eravamo lì, a giocare in un parco giochi affacciato sul lago, con la maglietta a manica corta perchè siamo a maggio, reduci entusiasti del primo giro in treno (circa 20' Brescia-Iseo). Vicino al parco giochi c'è l'ospedale. Nell'ospedale c'è il reparto maternità. E sabato mattina c'erano alcune mamme fresche fresche che uscivano dall'ospedale con la navicella, con dentro il loro piccolino appena sfornato, si sedevano sulla panchina, guardavano il piccolino e poi guardavano il fratello o la sorella più grande che correvano nel parco da un' altalena a uno scivolo. C'era questo sole caldo di maggio e l'acqua del lago che brillava. E pensavo che dev'essere bello iniziare così l'avventura della famiglia che cresce: con calma, con i giochi, con  il sole e la panchina dove sedersi per fare un bel respiro e un grande sorriso e un nuovo grazie. Sarà perchè io ho partorito nell'ospedale della città, un casermone grigio in mezzo al traffico, e dalla mia camerata vedevo solo il parcheggio dipendenti, e quando sono uscita ci siamo infilati subito in macchina e poi a casa...sarà tutto, ma che invidia...

questo post partecipa alla mia prima e probabilmente unica rubrica: "scrivo qui quello che mi attraversa il cervello e non capisco che senso abbia"

Lettori fissi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

I miei cuccioli...

Lilypie Second Birthday tickers

ho perso il contoooo!!!