martedì 24 luglio 2012

Di valigie ed essenzialità

immagine tratta dal web
Come dicevo, quando partiamo per le vacanze siamo carichi.
Molto carichi.
Non solo emotivamente, ma proprio fisicamente. Porto tutto e spesso manca qualcosa. Mi sono evoluta: sono divantata una mamma 2.0 e faccio le liste per riempire le valigie.
Faccio e consulto.
Depenno.
Aggiorno.
Poi salvo. E mi sento tutta fiera di me. Perchè penso a tutto: se fa caldo, se fa freddo, se fa freddino, se piove. Le valigie si accumulano.
I giochi per il mare, per la casa, per la casa da fare a tavolino, da fare insieme. Si riempono borse.
Poi arrivo nel luogo della vacanza e scopro che ho dimenticato ancora qualcosina, ma che soprattutto ho portato troppo.
E poi il mio occhio cade sui campeggiatori. Razza umana che stimo enormemente. Li ho visti arrivare, scendere dalla macchina e montare una tenda (se erano Italiani la montavano litigando con la moglie, se erano Tedeschi no!). Aprire un tavolino, 4 sedie. Stop. Erano in vacanza. Bagagli: meno del minimo. Per quanto grande e confortevole sia una tenda impone una forte discriminatura: ciò che serve davvero e ciò che no. L'essenziale.
Sono stata scout e quanto orgoglio c'era quando si faceva la route e camminando con lo zaino in spalla, con la fatica addosso, con il peso sulle schiena, in salita, a lungo, una vocina dentro di me, mi diceva che tutto quello di cui avevo bisogno era lì con me, ero autosufficiente, mi bastava poco.
Avevo tutto.

Ora vedo i campeggiatori e penso che anche loro ce l'hanno fatta e che vorrei essere così: riconoscere l'essenziale, saperlo prendere, tralasciare il resto.
In vacanza.
E nella vita.

domenica 22 luglio 2012

E così andò la vacanza...

Piccola parentesi sulle vacanze trascorse: siamo stati in un "campeggio" a Bibione, per tirarmela un po' lo dico alla 'mmericana e lo chiamo Bibi-uan. Dico "campeggio" perchè c'era lo spazio per i campeggiatori,ma noi eravamo in una casa mobile, anzi , mi correggo, una mobil-home. Bella. Davvero bella e superaccessoriata, roba che se la vedeva Moira Orfei la suo roulotte sembrava un giocattolino delle Barbie.
Che so: l'aria condizionata? celo! la lavastoviglie? celo! i doppi servizi? celo! la doccia con l'idromassaggio? celo! la veranda spaziosa e il giardinetto? celo! le zanzare assassine e refrattarie ad ogni disinfestazione? celo! Non ci siamo fatti mancare niente!
E quello che non c'era, ce lo siamo portati da casa: la macchina era carica dentro e sopra, con una scorta di giochi da mare e non che se ci avessero fermato ci avrebbero preso per dei grossisti di giocattoli senza licenza..vagli a spiegare che servivano per intrattenere 2 bimbi e due bimbe che complessivamente raggiungeva 14 anni!



E la vacanza è andata davvero bene, con i nostri tempi, le nostre lentezze, i nostri vizietti e le nostre coccole (brioche al mattino, aperitivo alle 7, sigarettina notturna...), i pranzi a base di toast e le cene a base di bastoncini,  le passeggiate sulla spiaggia, le esplorazioni del mare e delle onde, le autopsie approfondite di granchi, le prove di coraggio dello Svizzero e il tenace lavoro di svuotamento del mare col secchiello dell'Anarchico.




















Io sono stata molto presa anche dal lavare: l'Anarchico, preso dalla brezza marina, si è dimenticato di saper fare la pipì nel water e la faceva così, un po' ovunque, preferibilmente a ridosso degli alberi, ma in mancanza di quelli, anche la gamba del tavolo, la sedia, la veranda...andava tutto bene! E io lavavo...
Lo Svizzero, quando ha realizzato che il fratellino non indossava più il pannolino di giorno, ha preteso che lo togliessimo a lui di notte (insomma, non poteva essere raggiunto e rivendicava i diritti di primogenitura). Non era, non è, esattamente pronto...Sto lavando lenzuola a ritmi industriali! La società dell'acqua è già lì che si sfrega le mani e non vede l'ora di mandarmi l'omino per la lettura del contatore.


Poi è esplosa la coprolalia! Si parla, si canta, si gioca, si mima solo cacca, pipì, scoregge, vomito...inventa canzoni, filastrocche, tormentoni, rivelando una fervida fantasia e una assoluta ripetitività dei testi! Ma noi lo adoriamo così, anche perchè alcune canzoni sono talmente orecchiabili che ci sorprendiamo a cantarcele da soli...con una buona pace dei nostri intenti pedagogici! Ma non dite niente a tata Lucia!


giovedì 19 luglio 2012

Il mistero della cesta del bucato

Tornata!
a dire il vero da un po'...quasi una settimana, ma giusto una settimana mi ci è voluta per affrontare la terribile malefica divinità dei cestoni delle cose da lavare. Il grande mistero: tu prendi, metti in lavatrice, lavi, stendi, stiri (ah aha che ridere: stirare! c'era la lira l'ultima volta che ho stirato!) pieghi, metti via, poi ti giri; ahhhhhhhh!!!!!!! il cestone è ancora pieno! chi è stato? come è possibile? ha un fondo questo cestone? chi viene a riempirlo a mia insaputa?

Ora piano piano vedo il fondo. Oppure l'ho toccato?!

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ho perso il contoooo!!!