lunedì 28 maggio 2012

Questo è un post fotografico, per ricordare che 38 anni fa, in Piazza Loggia, a Brescia, non è vero che non è successo niente...non ci sono colpevoli e ai parenti delle vittime tocca pure pagare le spese processuali. Ma noi sappiamo e vogliamo ricordare, nella speranza che un giorno la Verità possa camminare a testa alta in questa bella e, allora non più triste, piazza.












venerdì 25 maggio 2012

Io, il mc e l'organizzazione.

Sono disorganizzata e lo so. Del tipo che sabato scorso, dopo aver discusso per mezz'ora su dove andare, ci siamo decisi per l'acquario di Gardaland. E siamo partiti. erano circa le 10. Secondo voi mi ero attrezzata per il pranzo? per uno spuntino? avevo preso almeno un po' d'acqua? No. Su tutti i fronti. Ma evidentemente noi viviamo un po' così, riponiamo molta speranza e fiducia nella sorte.
Comunque, finisce la visita. Parentesi per l'acquario: ecco lo svizzero qualcosa ha capito, l'anarchico correva da una vasca all'altra chiamando tutti i pesci Emo (nemo) e Ori (Dori): dallo squalo all'anguilla, finchè, finalmente li ha trovati. E' rimasto molto colpito anche dall'aragosta che si arrampicava e poi cadeva: a questo punto tanto valeva portarlo ala pizzeria marechiaro a guardare gli astici nell'acquario! Dicevo che finisce la visita ed è mezzogiorno passato. E il pc man attacca: "Andiamo a mangiare da Mc Donald?" A me quel posto lì fa venire la pelle d'oca. La spunto e lo convinco a cercare un ristorantino nei paraggi, girovaghiamo fra le bellissime colline del garda e poi troviamo una piccola trattoria dove per pagare accettavano contanti, carte di credito o direttamente un rene.
Nel ritorno, mentre i piccoli dormivano ho cominciato a chiedermi motivo del mio odio per il Mc, che ci avrebbe consentito di risparmiare qualcosina, che avrei potuto investire in shopping per me, per dire...
Ecco la solita catto-comunista che non vuole il fast food! No giuro che non sono motivi ideologici. Anche se fosse gestito da una cooperativa di solidarietà sociale, anche se in cucina ci fossero le suore operaie, ugualmente non ci andrei! Ecco perchè:
- voglio poter scegliere. Non chiedo un menù in pergamena antica scritto a mano col pennino, ma almeno un cartellone con i panini sì! Direte che c'è, certo in alto, a tre metri dal suolo. Io non ho 15 decimi, io per leggere quelle letterine devo essere lì sotto e quando sono lì sotto lo sono perchè di fronte a me ho la cassiera che mi guarda e dietro qualcuno che aspetta. Ecco non è la situazione ideale per fare una scelta.
-voglio sapere cosa mangio. Non mi interessa la provenienza degli alimenti (se ci fosse tanto meglio), ma mi accontenterei di sapere cosa c'è nel panino. Cosa vuol dire mc flic, mc tuck, mc gnasp? cosa c'è dentro? c'è la cipolla sì o no? a me il cetriolo non piace, come faccio a sapere se c'è nel mc top? A chi lo chiedo? alla cassiera che sta iniziando a farsi uscire il fumo dalle narici? a quello dietro di me che mi tampona con il carrellino? Anni fa ho fatto una vacanza studio in irlanda: al mc donald mangiavo solo il gelato! era l'unica cosa che sapevo cosa fosse!
-voglio parlare. Succede una cosa stranissima in quel posto lì. Prendete due persone. Eccole che passeggiano felici, mano nella mano, sono una coppia. Parlocchiano, sorridono...poi decidono di mangiarsi un panino ed entrano lì. Prendono il panino e si siedono. é allora che succede l'inspiegabile: cade il silenzio. Non parlano più. Non si parlano più. Stanno zitti e mangiano. Guardano il panino. Masticano. Si guardano intorno. Masticano. Non ditemi che stanno zitti per assaporare il cibo! Ma se tacciono anche mangiando le patatine fritte! E' un posto che inibisce la chiacchiera, la convivialità, la battuta!
- voglio vedere i miei bambini mangiare. Una volta, su pressing del pc man, li abbiamo portati. Abbiamo preso il menù per bimbi, poi ci siamo seduti vicino alla gabbia area giochi. Mi sono chinata a raccogliere il tovagliolo e quando mi sono rialzata i bambini non c'erano più! risucchiati dal tubo dell'area giochi, non si spostavano di lì! sventolando patatine fritte son riuscita ad attrarre l'anarchico e a catturalo, ma lo svizzero, agile come un cerbiatto continuava ad arrampicarsi e a scansare le mie offerte di cibo.

Considerato quindi che in quel posto lì non ci voglio andare e che se andiamo in un altro ristorantino rimaniamo senza reni, è il caso che io impari ad essere un pochetto organizzata ed a avere un pranzo al sacco pronto per ogni evenienza. Come dicevano gli scout "estote parati": siate pronti!


sabato 12 maggio 2012

Cambio armadio...chi si offre?

Avevano detto che sarebbe piovuto. Per ora niente. E pensare che mi ero preparata così bene: ho anche raccolto i panni stesi e richiuso le tende da sole. Tutta fatica inutile. Non piove. E' che sono terribilmente pigra, pigra a livello nobiliare, pigra da trovare faticoso quasi tutto.
Pigra da non avere fatto il cambio armadi. Non lo vorrei fare, ma poi succede che indosso per tutta l'estate le uniche due magliette che ho riesumato. Poi, di solito verso fine agosto, mi inoltro di più negli scatoloni e scopro che avevo altre magliette (toh!), magari carine (caspita!), ormai passate di moda o di taglia (ahimè). Ed io per tutta l'estate a mettere e rimettere le solite due cose.
Ora, mi domando e dico, e anzi mi rivolgo a tutte quelle ragazzine che vogliono due soldini da spendere: proponetevi come esperte del cambio armadi. Dopo la baby sitter, la dog sitter ecco a voi la dress sitter! Cara fanciulla tu arrivi apri l'armadio e fai la selezione tu: col tuo occhio spietato butti via tutte le nefandezze piene di pelucchi e ricordi, il maglioncino infeltrito che indossavo quando allattavo, la gonnellona zingaresca per quando le gambe non sono perfette, i calzini spaiati che conservo- metti che prima o poi si recuperi il fratello disperso-, l'intimo anti-sesso e quello decisamente osceno...
Arriva cara fanciulla e elimina! Lo devi fare tu perchè io, già lo so non ce la posso fare.
Giusto per dire come sono messa, l'altro giorno coi lacrimoni agli occhi ho buttato le mutande che avevo quando sono andata a partorire lo Svizzero (quasi 4 anni fa!!!). Erano deformi, sfatte dalle lavatrici, vissute oltre i loro limiti. Ma erano lì con me quel giorno...e avevano disegnato un maialino. E sul retro la codina arricciata del maialino. (ok, lo so, ho pessimo gusto... non si infierisca!). Ma questo per dire come sono messa male.
Quindi mi serve la fanciulla. Non importa che sia un'esperta di moda o di gusto, mi basta che abbia il senso della decenza e un po' di faccia tosta per dirmi in faccia che certe cose proprio no, non si possono indossare.
Poi la pago.
Però mi porta anche i cappotti in lavanderia.
E mi mette i fogliettini antitarme.
E poi mi mette le etichette stilose sugli scatoloni. Magari scritti con calligrafia vintage...
Chiedo troppo?
Oppure se una di voi vuol passare di qui...tanto questo week end danno brutto!

giovedì 10 maggio 2012

Allora: mi sono iscritta a un corso di fotografia. Questo perchè mi sono stufata di avere una reflex e di non capire assolutamente nulla di fotografia. Mi sono anche stufata di contemplare le foto che vedo in quasi tutti i siti e di rimanere incanta a bocca aperta, per poi cercare di ripetere le stesse foto con risultati fantozziani. E poi mi sono anche stufata di sentire il pc man che continuava a ripetermi "allora? perchè non ti iscrivi a un corso di fotografia?". E' chiaro che il corso lo devo fare io perchè lui vuole le foto belle. Quindi nei nostri album fotografici, io non ci sono mai. A meno che non consideriamo tutte le foto che mi sono fatta da sola stendendo il braccio e impugnando la macchina fotografica al contrario, che, insomma, non sono proprio foto di qualità. In ogni modo mi sono iscritta al corso di fotografia del mio comune. Corso base.
Base.
Mi aspettavo lezioni a partire dal "Come togliere il tappo dall'obbiettivo", per poi passare "Il flash: una luce automatica, non sta per piovere", qualche lezione sulla composizione "I ritratti: attenzione a non tagliare la testa", e altre amenità pratiche.
Invece si parla di cose oscure: già dalla prima lezione il tizio parlava di focale, di diaframma (ma non siamo al consultorio!), di tempi, di bilanciamento del bianco (sento un chè di razzista, non so...) ed io non capivo nulla.  Il tizio sparava numeri: "con un iso 800, consideriamo una focale alta, e poi chiaramente scegiendo un diaframma 5.2, o anche meno, consideriamo i tempi 1/6, no?"
No. O sì? Non saprei. Mi veniva molto da ridere. Gonfiavo la bocca per non scoppiare a ridere. Poi mi sono girata con gli occhi lucidi e ridanciani per vedere le reazioni degli altri.
Tutti intorno a me annuivano.
Seri e concentrati.
Così annuivo anch'io; nel frattempo, siccome la sede è la stessa del bonsai club, mi studiavo tutti i cartelloni con gli errori più diffusi nel bonsai (se non fosse che il mio pollice verde è un killer spietato, cambierei club, ma amo la natura, quindi lasciamo perdere).
Poi pian piano sto iniziando a capire, chiaramente gli altri sono anni luce avanti a me e fanno domande tecnicissime, ma qualcosa sto capendo. Lo sto capendo così bene, che mi viene voglia di trasferire certi concetti alla vita reale.
Parliamo della Macro. Di quando fai le foto ai dettagli. C'è un prato intero, ma tu vuoi guardare quel fiore. E fai la macro (in realtà se sei furbo e hai la macchinetta la metti sulla funzione con il disegnino del fiore e sei a posto): ti avvicini, apri per bene il diaframma, probabilmente fai altre cose che non ho capito quali siano, e scatti. Ecco la foto: il dettaglio è nitido e luminoso, tutto il resto è sfuocato. Così ho pensato che tanto volte vivo la mia vita facendo costantemente foto macro. Mi fermo sui dettagli, li ingrandisco, li metto in primo piano, li vedo per quello che sono, a volte pieni di difetti e di mancanze. Tutto il resto non lo considero, lo infilo dentro uno sfocato confuso. Faccio così quando sono stanca. E questo non mi aiuta.
Allora voglio fare solo grandangoli. Voglio allargare lo spazio il più possibile, fare entrare nella foto tutto il prato e magari anche le montagne dietro e un pezzetto di cielo. Perchè il grandangolo è più onesto. Perchè se nella mia vita mi fermo ad analizzare ogni dettaglio e a sfuocare il resto, vedrò spietatamente i miei errori, a volte solo quelli, e questo mi farà male, mi farà venire voglia di smetterla. Ma se allargo lo spazio, se insieme al mio errore faccio entrare anche quello che è andato bene, che ho fatto di giusto, allora la visuale cambia. E lo sfondo non è meno importante del primo piano. Se insieme alla mia rabbia per una cosa andata storta, faccio rientrare anche la soddisfazione del giorno prima, se non guardo solo i dubbi del presente, ma anche quello del passato che si sono trasformati in certezze ecco che il quadro è meno sconsolante, anzi brillano colori dimenticati, riflessi che avevo nascosto.

Quando trovo una metafora anche per il bilanciamento del bianco vi faccio sapere...







Lettori fissi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

I miei cuccioli...

Lilypie Second Birthday tickers

ho perso il contoooo!!!