lunedì 30 maggio 2011

Le mie nius!

Rapidi aggiornamenti
- la scuola sta per finire, sìììììììììììììììììììììììììììì!!!! Ho più voglia che finisca la scuola ora che ci lavoro, rispetto a quando ci andavo e basta!

-ho fatto l'addio al nubilato e dopo consultazioni bloggesche, ho finito col non ascoltare i saggi consigli (faccio sempre così, sono molto maschile sotto questo punto di vista) e ho portato sposa e damigelle a fare...RAFTING!!! Ragazze, è stato bellissimo!
Lo consiglio a tutte! Inoltre eravamo immerse in addii al celibato e tutto ciò ha reso l'esperienza molto, molto divertente!

-mi sto preparando per il matrimonio di giovedì, anzi , appena chiudo il pc, vado a togliere pelurie varie

-i bimbi sono chiaramente malati e sotto l'ennesimo antibiotico, io giuro che adesso basta, mi trasferisco al mare e morta lì!

-la mia attuale estetista  (cambio estetista al ritmo di iuna a stagione), è la moglie di un mio caro amico, si è così stabilito uno strano clima di confidenza fra noi, per cui le mi fa dei mega sconti, ma in compenso mi insulta a spron battente: "E allora, cosa vogliamo fare con quei punti neri, eh? E queste sopraciglia? Sono inguardabili! Checca!!! Basta! Sei una donna, prima di essere una mamma! Hai capito???' Una donna!!!" Il tutto a voce alta e a 20 cm dal mio volto.




Lo ripeto, io medito una fuga...partiamo?

martedì 17 maggio 2011

La recita di fine anno (attenzione, neppure questo è un post creativo!)

Sollecitata da un post del fervido genitoricrescono.com , mi dilungo (un po') a sfogarmi sulla...recita di fine anno.
Venerdì ho assistito alle prove dello spettacolino di fine anno delle seconde (scuola primaria). Il giorno dopo ero a letto stesa da una gastroenterite di proporzioni bibliche. Un caso?
Premessa: nella mia vita precedente (prima di avere dei figli) ho fatto l'educatrice. Un bellissimo lavoro, retribuito pochissimo e con scarsissima considerazione sociale, ma che, fra alti e bassi, mi piaceva. Come educatrice l'obiettivo principale era quello di far emergere , di lavorare perchè la persona che avevo di fronte (adolescente o disabile che fosse) fosse messa nelle condizioni di far affiorare, di coltivare,di far fiorire il meglio delle proprie potenzialità. Bello, vero?
Poi decido di farmi una seconda laurea (fra un figlio e l'altro) e di cimentarmi nel mondo della scuola, forte del fatto che essere maestra significasse anche essere un'educatrice e non solo una docente. Chi me l'ha detto? Mah, forse Don Milani, forse qualche professore all'Università, qualche libro che ho letto, il mio buonsenso, non saprei...
Poi sono arrivata a scuola. A fare la maestra di sostegno. Tralascio le amare riflessioni sulla disabilità a scuola (vedi qui e qui),e osservo come viene coltivata la creatività dei bambini coi lavoretti: uno sfacelo! I bambini eseguono come automi direttive imperiose su come e dove attaccare fiorellini e fiocchettini, spesso in catena di montaggio, il tutto in un tempo record di 20 minuti! Alè! Evviva la fantasia dei bambini!
Ma arriviamo allo spettacolino. Le maestre prevalenti, amabili, sorridenti e che chiamano tutte "cara", impongono, sfiorando il nonnismo, alla collega, supplente, precarissima di musica di organizzare lo spettacolo, supportata dall'altra collega, supplente, precarissima di motoria. Loro tracciano il canovaccio, le altre devono metterlo in piedi. Qualcuno chiede qualcosa ai bambini? Nessuno!. Decidono di...udite udite...far cantare una canzoncina ai bambini! Brivido di novità che scorre sulla nostra pelle. Siccome in gita siamo andati allo zoo, la canzone deve parlare di animali. E allora lo chiederanno ai bambini, li coinvolgeranno, faranno un sondaggio e poi utilizzeranno i dati per inventare un problema, tireranno a sorte e spiegheranno la probabilità? No. Decidono loro. E optano per l'ultima hit del momento: Cocco e Drilli- 16° Zecchino d'Oro-1974. Ma sììì! Ci piace il vintage!
Insegnano la canzoncina, poi delegano l'assistente ad personam a realizzare la scenografia insieme alla bambina disabile (chiaro modello di integrazione mal'interpretata), e poi i bambini sul palco a mimare la canzone.
I genitori saranno contenti, peraltro la canzone la conoscono anche loro, si commuoveranno a guardare i loro bimbi e tanti applausi alle maestre, ma per me rimane un qualcosa senza senso che non riesco a capire. Mi sembrano occasioni sprecate di rendere protagonisti i bambini, di farli partecipare, di farli sentire "bravi" non solo nell'ambito didattico, ma in tutto ciò che compone la loro umanità e parlo di fantasia, di originalità, di problem solving, di solidarietà.
Se la recita finale fa parte della routine della scuola, a cui bisogna volenti o nolenti piegare il capo, perchè non farlo diventare un momento significativo di crescita? Si può agganciarlo alle materie principali, si possono coinvolgere più aspetti, si può strutturare in maniera diversa dalla solita canzoncina cantata in coro (penso ad una presentazione in power point, a una mostra di elaborati, a uno spettacolo con le ombre cinesi, ad una recita vera, a una danza,  una galleria fotografica...). Gli strumenti ci sono. Manca lo sforzo. Manca la capacità delle maestre di scommettere su questa cosa, di pensare che non è una perdita di tempo, ma che è un modo, nuovo, probabilmente ugualmente efficace, di lavorare con i bambini.

martedì 10 maggio 2011

Non mi ama più! L'ingratitudine nasce da piccolini...

Non mi ama più.
Mannaggia! Con le fatiche che ho fatto per lui! Ingrato! Piccolo uomo ingrato.
E' successo che dopo una bellissima giornata, lo Svizzero si ammala. Incominciamo "gomitando" di brutto, poi aggiungiamo qualche scarica, un pochino di febbre e via così... venerdì', sabato, domenica, lunedì, martedì...Ora sta meglio, un pochino meglio, ma i giorni scorsi si alzava dal letto e sprofondava sul divano, poi, stanco del divano, risprofondava nel letto. Il tutto nella giostra della sua gastroenterite. Con la sottoscritta che lo rincorreva con bacinelle, stracci, asciugamani, supposte, termometri e altre amenità!
 Ora, immaginiamo la scena: bambino di due anni e mezzo, sdraiato sul divano, pallido e smunto, a digiuno da giorni, inebetito da cartoni e febbre, si avvicina un adulto di casa e gli chiede  "vuoi venire qui che ti faccio le coccole?", lui solleva lo sguardo e scuote la testa. Si avvicina l'altro adulto di casa, ripete la stessa domanda, e, senza più forza per parlare, si solleva e gli va in braccio. Potete immaginare gli adulti? Io e il Pc man. Sapete chi ha scelto? Ha scelto lui! Preferisce lui!!! Sempre! Per ogni cosa! Dal cambiarlo a preparargli il biberon! Un bimbo che, malato, preferisce il papà!!!!Ma non si è mai visto! va contro tutta la letteratura! Non è giusto!
Se ci vedesse Tata Lucia so già che scuoterebbe la testa, scrivendo appunti sul suo bloccone. La sua voce fuoricampo spiegherebbe il perchè lo Svizzero non mi ama più e sarebbe, chiaramente, colpa mia.  Poi ci chiamerebbe in cucina e mi farebbe il cazziatone!
Maledetto virus gastrointestinale, che porti a galla le magagne!

venerdì 6 maggio 2011

Consigli(o) per il week end

Segnalazione: se abitate non troppo lontano da Brescia, vale la pena, ma davvero vale la pena, andare a Seridò. Cos'è? Non è una fiera anche se ci sono i padiglioni. Non è una mostra anche se si va da una postazione all'altra. Non è una sagra anche se ci sono le bancarelle delle crepes alla Nutella e dei pop corn. Per farla breve: tu vai lì, col bimbo/i, tu paghi (i bimbi no) e poi ci sono 119 spazi gioco. 119. Significa giochi di legno, giochi con la sabbia, angoli per colorare, per dipingere, per giocare con la pasta modellabile, col sale, con le costruzioni di legno, con quelle fatte a tubi, con quelle giganti, con quelle meccaniche, con le costruzioni, i trenini, con le bambole, con il riso soffiato, con i cavalli, con le biciclette, i tricicli, i monopattini, i trattorini, le barchette...e poi altro, altro che non siamo riusciti a vedere. Oltre ai gettonatissimi (ma che non mi convincono) gonfiabili. E tutto pulito, ordinato , di libero accesso. Ovunque vedevi famigliole a 2, 3, 4, 5, che, zaini in spalla, gironzolavano beati. Scene di isteria collettiva o stanchezza nervosa quasi zero. Bello. Bello. Bello.
Aperto ancora domani e dopodomani.
p.s. Se qualcuno ci va eviti di far mangiare al figlio di 2 anni e mezzo il wusterl e poi dargli acqua gelata da bere, perchè dopo qualche ora il figlio "gomita" e vi ritrovate a discutere con lo stesso wusterl visto poche ore prima!

martedì 3 maggio 2011

Lavoretti (attenzione: non è un post creativo!)

Vorrei sapere se è un problema diffuso o se è una mia malata distorsione e lettura della realtà.
Il problema sono...i "lavoretti"!!! Quei graziosi, o meno, manufatti che arrivano insieme ai nostri figli intorno alle feste più o meno comandate. Le maestre del nido dell'anarchico sono donne sagge: finora sono arrivati a casa solo disegni. E dire "solo" è sbagliato. Quasi quasi lo cancello, perchè se io facessi con tutto il mio impegno un disegno a mio marito, lo fustigherei a sangue se mi dicesse che è solo un disegno e non vedesse dietro la fantasia, l'impegno, l'amore messo. Ecco io li apprezzo molto i suoi disegni, Sono le sue manine intinte nel colore, è un tratto furioso di pennarello che spazza il foglio...è bellissimo. Ed è qualcosa che ha fatto lui, in cui vedo lui.
Poi vado a scuola. Scuola primaria. E lì, come ho già spesso detto, le maestre non sono normali. I lavoretti finora sono stati:
-Natale: un angelo di pasta creato utilizzando colla a caldo e vernice spray oro. Chi ha usato la colla a caldo? Le maestre. Chi ha usato lo spray? Le maestre. Chi ha deciso come mettere la pasta per creare l' angelo? Le maestre.
- "Pasqua":un uovo di polistirolo ricoperto di filo di cotone e fiori. Chi ha usato la colla a caldo? Le maestre.. Chi ha incollato i fiori? le maestre.
-"Festa della mamma": un mestolo di legno decorato con bottoni e decoupage. Chi ha incollato i bottoni con la colla a caldo? Le maestre. Chi ha incollato le figurine? Le maestre.
Siccome in quest'ultimo ero presente, ha cercato di dare un po' di libertà ai bimbi, ma poca-poca, tipo "dove lo vuoi attaccare questo biscotto?" "come preferisci mettere questa figurina?" Il risultato è che quei bambini sono stati poi intercettati dalla maestra che ha rimesso biscottini e figurine al posto giusto, perchè "così c'è più movimento"!
Più movimento.
Su un mestolo prendipolvere decorato dalle maestre e regalato dai bambini alla festa della mamma.
Più movimento.
La gente è davvero strana.

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ho perso il contoooo!!!