martedì 24 aprile 2012

Mamma portami a Seridò...

Oggi siamo stati a Seridò e se qualcuno che legge vive nei pressi di Montichiari (BS) ci deve andare!
(Apro una parentesi inutile: ma vogliamo parlare della toponomastica? Questo posto si chiama Montichiari ed è in piena pianura padana! Conosco un paese di queste parti che sta sul fondovalle e si chiama Nave e salendo ancora un po' ci si imbatte in Caino! Ma perchè???? Chiudo la parentesi.)
Dicevo: Seridò. Una mega area gioco destinata ai bambini, di libero accesso, con mille giochi, da fare da soli, in gruppo, con i genitori...c'è l'area pittura, costruzioni, macchinine, i gonfiabili, la sabbia, i cavalli, il teatro...E dovunque ti giri vedi famiglie che passeggiano con i bimbi, genitori sdraiati per terra a fare piste, mamme intente a creare col sale colorato: mi sembra la celebrazione della famiglia e del mondo che vorrei, un mondo dove c'è il tempo e lo spazio per i genitori di stare con i figli, di perdersi nei loro giochi, di emozionarsi per le loro imprese.
Il tempo e lo spazio per poterlo fare.
E così ogni tanto mi commuovevo...ma questo anche perchè ho la solidità emotiva di una medusa e piango per niente!



Ma partiamo con il reportage fotografico: questa è la paffuta mano dell'Anarchico che affonda in una sabbionaia riempita di segatura (la segatura è poi passata dalla mano alla bocca, chiaro...)




scopriamo i trattori: il grande viaggia da solo, il piccolo preferisce un sistema propulsivo a spinta muscolare posteriore (il papà)



e ci imbattiamo nelle vecchie trottole di metallo! erano l'oggetto dei miei desideri da piccola (insieme alla casa di Barbie con l'ascensore): mai ricevuto. E chiaramente, ora che ho dei figli...non sono riuscita a trovarle!


Ma quando il sistema a spinta muscolare posteriore dà forfait, al piccolo Anarchico non rimane che spingersi "a punta"


Qua ci sono stati un sacco di tempo: dei mattoncini giganti! hanno costruito e distrutto dei castelli più grandi della nostra prima casa! e mentre li costruivano già pensavo all'ikea e a come li avrei arredati...


poi abbiamo trovato la sabbia, è uscito un raggio di sole ed è subito estate!



l'Anarchico tentenna...


e per concludere le sempre amate macchinine, come se a casa non ne avessimo tonnellate, ma vuoi mettere con quelle che non sono tue?!?

lunedì 23 aprile 2012

I segreti del bagno.

Ma è normale? E qui mi rivolgo a tutte coloro che vivono con un uomo adulto. Tipo un papà dei propri figli. Lasituazione è questa: l'Anarchico è in piena sindrome dei terribili due, roba che pensavo di averla superata anche con lo Svizzero, perciò mi dicevo " e che sarà mai?", e invece neanche da paragonare! I capricci si inseguono a ritmo vertiginoso, uniti alla straordinaria abilità di fare e perpetrare le azioni più pericolose o proibite, con lo Svizzero che gli fa da suggeritore e da palo. Gli è ritornata la fissa per il bidè, è nata la smania di truccarsi con i miei trucchi (che va bé che mi trucco male, ma lui mi batte!), apre cassetti ed estrae come da una tombola qualsiasi cosa che le sue paffute manine trovino e per le zone inarrivabili ha capito perfettamente che le sedie sono fatte per spostarle ed arrampicarvisi sopra. In questo delirio suo e mio (urlo no! anche di notte, ormai!), l'apice si tocca all'ora di cena. Anzi in quei minuti che dedico a preparare la cena. E' lì che mi frega. Ed in quel momento che sento l'amato rumore delle chiavi nella toppa. Il cuore si solleva, la bocca si apre in un sorriso, le rughe si distendono (seee...magari!) è lui! il mio uomo! il mio salvatore! lo guardo adorante come quando venne ad aprire lo sportello sul sagrato della chiesa! ora giocherà con i bambini e io potrò fare la cena senza sembrare un dvd mandato al doppio della velocità! Un bacio ai bimbi, un bacio a me e poi...le temute e odiate cinque parole: "Vado un attimo in bagno!". Noooooooooooo!!!!!
Perchè non è un attimo! il tempo è relativo? balle! esistono gli orologi,non è relativo! e il suo non è un attimo: 15-20 minuti! ogni volta! perchè?????
Io continuo a chiedermi cosa avviene quando è in bagno. Perchè certe cose durano 5 minuti. Se sei sano, se stai bene, perchè  se hai bisogno di tutto questo tempo vuol dire che non stai bene, che dobbiamo chiamare la marcuzzi e il suo bifidus! No, lui sostiene di stare bene. E allora fa altro. E allora in bagno c'è  un passaggio segreto con la vicina del piano di sotto, che è vecchia, sorda e parla solo dialetto stretto, però, magari...vai a saperlo...Oppure soffre di narcolessia selettiva. Entra in bagno, si siede, colpo di sonno, dorme, si sveglia, si alza, tira lo sciacquone. Che stia scrivendo un libro? Un enciclopedia, visti i tempi...Oppure sta costruendo un tunnel, come i carcerati nei film 'mericani che scappano scavando un tunnel nel bagno! Ma allora perchè entra in casa, se poi progetta un'evasione! Io veramente non so più cosa pensare, vorrei solo sapere se è normale...

martedì 10 aprile 2012

Nebbie di primavera!

Ci sono ancora! Mi sono un po' nascosta...no, non mi hanno beccato le mamme-suv imbufalite, anche perchè l'operazione corvo nero bis non è stata ancora perpetrata!
Ho  però bisogno di nascondermi un po': ecco vorrei un po' di nebbia invece di questa primavera.
Vorrei la nebbia perchè mi sento un po' persa e allora fa meno male perdersi se c'è la nebbia, se hai la giustificazione, l'alibi, se non poteva essere che così.
Io invece mi sento persa e fuori c'è il sole (c'era, perchè da queste parti c'è un gran freddo!), e non ci sono dati oggettivi, rilevanti per perdersi. Ci sono i punti di riferimento, tutti, visibili.
Eppure io rispolvero un po' di disagio adolescenziale e vago con le mani in tasca e la fronte corrucciata. Così aumentano pure le rughe...brutta mossa.
Cos'è? Il lavoro? Forse...Quest'anno seguo un bambino che praticamente non ha bisogno di me, e allora sto in classe con lui, do una mano alle colleghe, aiuto i bimbi in difficoltà. E' bello fare la maestra, bello davvero, ma quanto mi sento inadeguata! Quante volte ho dovuto alzare la voce, riacciuffare bambini, sgridare, minacciare...troppe. Non è così che avrei voluto fare...Mi dico che è normale, che è la gavetta, che l'inesperienza ha un prezzo, che essere maestra di sostegno significa per gli altri bambini che io sono un po' una via di mezzo poco chiara...la mente lo dice, lo ripete, ma io mando giù bocconi amari e mi chiedo se sarò mai in grado di essere all'altezza di questo compito.
Poi c'è la mia famiglia, bella adorata luminosa. E ci sono due progetti diversi: il mio e quello di mio marito. Lui che vorrebbe allargare la famiglia accogliendo qualche altro bimbo, magari in affido, certo non ora, ma fra qualche anno, bellissima idea, generosa, nobile, che,seppure con una paura gigantesca, mi sento di condividere...ma questo comporta che non facciamo più figli, come dire...alla vecchia (!), e questo pensiero mi stringe un po' il cuore...davvero basta? davvero non proverò più quelle sensazioni, quelle paure, quei moti di commozione che una gravidanza porta con sè? davvero basta? mai più un'ecografia, la sala parto, l'allattamento, il prodigio di vedere e sentire un cosina che cresce fino a diventare persona? davvero basta?
ecco, è questa la nebbia che sento intorno a me, che mi fa perdere...e ho aspettato a scrivere questo perchè scrivere significa dare una concretezza e un'oggettività ai pensieri, e non mi sentivo pronta a leggere quello che penso. Poi però mi sono anche detta che finchè sto a crogiolarmi nel mio nebuloso mondo, difficilmente troverò la strada, perciò eccomi di nuovo qui, a rimettermi un po' in gioco...

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ho perso il contoooo!!!