venerdì 28 maggio 2010

Compensazioni parte seconda


2° livello: compensazione materiale.
Si può chiamare anche shopping compulsivo insensato. Di solito mi sfogo in questo modo quando perdura una situazione pesante: notti insonni, capricci...
Funziona così: il Piccolo Anarchico, dopo una breve parentesi in cui sembra che voglia dormire di notte per più di tre ore consecutive, ripiomba ai ritmi precedenti, anzi, siccome me la vuol far pagare decide di aver fame ogni 2 ore, 2 ore e mezza. Sfinita e ormai persuasa che lo allatterò fino alla maggior età ogni due ore, piazzo lo Svizzero con una nonna e mi precipito fuori. L'ultima incursione è stata fatta alla Decathlon: in un tempo di record (la resistenza del piccolo nel passeggino si aggira ai 20 minuti) corro spingendo i passeggino e trascinando il carrellino nelle corsie. Sono velocissima, rapida, istantanea; reparto bimbi 3 magliette per il Piccolo, un paio di scarpe per lo Svizzero; reparto scarpe : 2 per me; reparto borse: una tracolla per l'Uomo Computer. L'Anarchico comincia a spazientirsi, mi precipito alle casse lanciando un occhio anche al reparto costumi ,ma non riesco ad afferrare niente. Casse, parcheggio, tangenziale, casa. Apro la borsina: le scarpe per lo Svizzero non vanno bene, le mie sembrano quelle di una nonna, e per l'Anarchico ho preso una maglietta turchese da bimba con le manichine a sbuffo...
30 giorni per cambiarle

giovedì 27 maggio 2010

compensazioni


Sono in piena crisi compensativa...come dice giustamente Raperonzolo,
noi giovani mamme cerchiamo di compensare in qualche modo le carenze di sonno, sesso, vita sociale, cure estetiche, cure gastronomiche che l'arrivo dei pargoli comportano. Io tendenzialmente oscillo fra tre livelli:

- 1° livello: compensazione alimentare. Questa mi compete soprattutto quando accuso pesanti privazioni di immediate gratifiche.
Per dirla meglio: dopo estenuanti tentativi il Piccolo Anarchico dorme, mi fa male il braccio destro per le costanti pacchettine date sul sederotto, che hanno effetto calmante su di lui, su di me mi stanno semplicemente sviluppando un avambraccio da camionista rumeno. Ho nelle orecchie ancora la ninna nanna del carillon (è da escludere che io possa cantare la stessa canzone, a bassa voce, col sorriso di Carla Bruni, per trenta minuti senza dover essere poi ricoverata in psichiatria), ma finalmente dorme. E' il mio turno...è da stamattina che me lo immagino: ci sono le mie casalinghe disperate! Mi siedo calma e anche un po' compiaciuta, perchè in fondo non sono malaccio come mamma e per l'occasione non mi stravacco sul divano con le gambe sul tavolino, ma cerco di tenere la schiena dritta e mi accoccolo sul divano come una giovinetta degli anni '50. mi viene quasi la tentazione di mettermi anche un filo di perle...giusto, così, per sentirmi più raffinata...Ma la radiolina non perdona: si accendono tutte le lucine: lui sta urlando! Fine dei giochi, delle casalinghe, della compostezza. Dopo 3 minuti sono scalza, in cucina, con una mano sorreggo il Piccolo a pancia in giù, l'altra solleva cucchiaiate di Nutella...Solitamente, quando lui si è riaddormentato, mi raggiungono sensi di colpa giganteschi e mi tracanno bicchieroni d'acqua tiepida che mi illudo possano disperdere e annegare le calorie della crema al cioccolato più buona del mondo.

mercoledì 26 maggio 2010

e vai con le presentazioni...

presentarsi...mica è così facile!
fino a pochi anni fa la mia identità era definita semplicemente dal lavoro " Sono Francesca, sono un'educatrice...", che poi così semplice non era, perchè "educatrice" vuol dire tutto e niente e perciò mi dovevo dilungare ancora in molteplici spiegacìzioni del tipo " mi occupo di..., lavoro con..." e spesso mi sentivo chiedere "ma davvero ti pagano per questo?" "oppure "ma che brava, io non lo farei mai!". In entrambi i casi, non è questo il consenso sociaale che uno si aspetta...
Poi mi sono sposata e mi presentavo così " Sono Francesca, sono un'educatrice e finalmente mi sono sposataaaa!!!!"
Poi è arrivato il Nanetto Svizzero, ho interrotto il lavoro e la mia presentazione era più o meno così "ahaha (sbadiglio) ...sono Francesca, ho un bimbo piccolo...è un po' che non dormo...".
Poi il Nanetto si è messo a dormire tutta la notte, più un'ora e mezzo al mattino e due ore al pomeriggio, così quando mi presentavo dicevo "Sono Francesca, questo è il mio Nanetto Svizzero e ne aspetto un altrooooo!!!"
Ora, se qualcuno mi chiede chi sono, mi occorrono circa 20 secondi per capire la domanda e connettere la bocca al cervello, poi scoppio in un'insensata quanto isterica risata e d'un fiato solo "Sono Francesca, questo è il Nanetto Svizzero e poi c'è il Piccolo Anarchico e sono esattamente tre mesi e mezzo che non dormo!"

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Lilypie Second Birthday tickers

ho perso il contoooo!!!