venerdì 21 gennaio 2011

Vincitrice della gara di petulanza!

Ho vinto! o almeno sono andata a pari, secondo me...giudicate voi.

Vado a fare la spesa, di corsa, come al solito, esco dal supermercato e mentre spingo il carrello verso macchina, una voce mmi chiama "Ciao, non avere paura..." era forse Dio che mi chiamava? direi di no, mi giro e vedo avvicinarmisi una figura femminile dai capelli lunghi, raccolti in una coda e dalla gonna ampia e lunga. Una zingara, direi, se si può dire, forse rom è più politically correct, insomma però ci siamo capite...alzo gli occhi al cielo perchè non amo queste situazioni, dove i miei sensi di colpa troneggiano e non capisco mai qual è la cosa giusta da fare, e loro lo sanno, capiscono al volo quelle fatte come me e le puntano e nel 90 per cento dei casi la spuntano anche. Comunque, si avvicina, butta un occhio al carrello:
"Oh, che Dio ti benedica, benedica te e il tuo bambino " il pacco gigante di pannolini era un evidente indizio..."è un bimbo o una bimba?" "Ho due maschi" rispondo mentre armeggio con le chiavi nella borsa. "Ah, che fortunata! Tu hai due maschi, beata te, io ho due femmine" E qua mi fermo e la fisso perchè è la prima volta che qualcuno mi dice fortunata perchè ho due maschi. Di solito la reazione è quella di un sorriso compassionevole mentre ci si stringe un po' nelle spalle, come dire..."eh, bhe, capita...". "Due femmine?" Avrà avuto sì e no vent'anni. "Sì, una di 4 e una di 1 mese" "come? una di 4 mesi e una di 1 mese? come hai fatto? non è possibile!" E' evidente che i miei poveri neuroni si muovono molto rigidamente e lentamente, perchè infatti specifica "ma no! una di 4 anni e una di 1 mese!" eh, certo, penso io, che aquila che sono...
ma ecco che i miei neuroni recuperano e partono al contrattacco per la gara di petulanza, che inizia in questo preciso istante:
"Come dici? hai una bimba di un mese? e che ci fai qui? non l'allatti?"
"Eh no, mio latte non è buono!", fa lei presa in contropiede
"Come non è buono??? Tutti i latti sono buoni!", attacco con tono ostetrico
"Eh no, mio latte è acqua lo vuole sempre...", risponde imbarazzata
"Eh...che vuol dire...anche il mio voleva mangiare sempre, ma non c'entra...", illustro con tono da quella che ne sa tantissimo
"Eh, sì signora, però tu mi dai moneta..." cerca di riprendere vantaggio
"Sì, va bene, però ascoltami, credimi è importante...il tuo latte va bene...", non mollo l'osso
"Eh, sì però, bambina piange, mi dai soldi che bambina piange", insiste, resistente...
"Certo, tieni, ma dammi retta, vai a casa, riprovaci!Se no cosa fai? Le dai il latte artificiale?" tono da libro Cuore, vincente
"Eh sì: artificiale! Tu però mi dai qualcosa da mangiare? Quello che piace a te, piace a me!"
"Si, tieni, ma mi raccomando...è importante!" puntualizzo, ossessivamente, mentre mi sembra che le mie parole galleggino nell'aria senza fare nessunissima presa nella mia avversaria, ma non importa, nella gara di petulanza questo è un must
"Eh sì, signora, che Dio ti benedica" e cerca di chiudermi nell'angolo
"Sì, grazie, ma a parte Dio, vai ad allattare!", lo so forse ho esagerato , ma dovevo avere io l'ultima parola!

Così ci salutiamo, e ognuna va per la sua strada: io torno a casa, lei riprende il suo giro nel parcheggio, alla ricerca, forse, di qualcuno in grado di farsi i fatti propri un po' meglio della sottoscritta.

E in ogni modo lei ha ottenuto ciò che voleva, ma io penso di aver segnato un punto nella mia prima e  personalissima gara di petulanza!

3 commenti:

  1. mi inchino.
    massimo e dico massimo rispetto.

    :)

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  2. Sono orgogliosa di te... Io sono una maestra in petulanza...!!!

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  3. io faccio il bastian contrario: secondo me quella la bambina di un mese a casa non ce l'ha, gli zingari (rom) di soliti infatti i bambini se li portano sempre dietro!

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Che te ne pare? Ne parliamo un po'?

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