giovedì 25 novembre 2010

Di limiti e svolte

Non so molto dell'amore...nonostante i miei 28+6 anni, non ho molta esperienza in questo campo, non ho avuto molti uomini, anzi...però una piccola cosina l'ho imparata e mi si è accesa la lampadina seguendo un po' il tema del mese di GenitoriCrescono. Ho ripensato alla mia storia con pc.man, l'inizio, ma soprattutto  quella fase in cui il sentimento si confondeva e inciampava in mille dubbi e perplessità. Ho rivisto i fotogrammi della nostra storia e ho visto la svolta, quando ho smesso di volerlo diverso. Ho smesso di spingere perchè assomigliasse all'ideale di uomo che io mi ero fatta a prescindere da lui. E i dubbi sono scemati, ci siamo rilassati, abbiamo apprezzato di più l'altro, la storia è cresciuta. Allora ho allargato il campo, ho pensato a mio padre, ho pensato alla rabbia e alle lacrime che ho trattenuto e versato per ogni volta che l'ho visto sbagliare, non darmi le attenzioni che volevo, non incoraggiarmi...ma ho rivisto anche il momento in cui una pessima psicologa mi disse una sacrosanta verità "è così, ha sbagliato, questo è tuo padre". E di nuovo la svolta: è così, questo è lui, non si cambia, si prende, si accetta, si ama così. Allargo ancora il campo: ora ci sono io, con il senso di non appartenenza che mi porto addosso, con il ventaglio di limiti con cui mi sventolo, e mi rivedo felice nei momenti in cui  smetto di mettermi in competizione, in confronto con altre, ma sposo la causa del "tutto sommato, vado bene così...". Ora il campo lo restringo, lo sguardo va a cercare le mie creature, ora sono lì che dormono, ignare del fatto che parlo di loro. E sento forte l'imperativo che prima ancora di amarli dovrei imparare ad accettarli, che non vuol dire non educarli, ma semplicemente prendere atto che sono diversi da me, che non hanno e non avranno i miei sogni, i miei progetti, le mie aspettative. Accettarli, deporre il bambino immaginario (e anche la mamma, il papà e la famiglia immaginaria) che ancora, e forse per sempre, albergherà nel mio cuore, per prendere in braccio il bambino reale; è difficile ora quando il bambino immaginario, in fondo, non è così distante da quello reale, sarà durissima quando la personalità si affermerà di più, quando verranno gli anni della crescita, l'adolescenza, la giovinezza. Speriamo di esserne in grado, speriamo di ricordarmi di questo post!
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ho perso il contoooo!!!