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martedì 5 giugno 2012

Di fotografie, di scandali e di illuminazioni...

foto tratta dal web
Come già detto, frequento un corso di fotografia. Illuminante. Non per il corso, perchè non capisco nulla di quanto dicono e quando faccio domande colgo l'imbarazzo di chi mi deve rispondere, ma perchè le persone lì dentro sono meravigliose. Meravigliose. Il corso è praticamente concluso, abbiamo fatto domenica scorsa la nostra uscita fotografica per il centro cittadino. Eravamo davvero belli. Armati di macchina fotografica giravamo per la città e appena uno notava un dettaglio o uno scorcio e lo fotografava, dopo poco si ritrovava circondato da tutti gli altri, pronti a rifare la sua stessa foto. Un signore in bicicletta si è fermato a telefonare. Era vicino a dei fiori  in una via piena di negozi. Aveva una tutina aderente da ciclista serio e un notevole sovrappeso da mangiatore serio. Se si fosse girato si sarebbe accorto che 10 persone lo stavano fotografando. 10. Uno aveva anche il cavalletto. Già, il cavalletto. Questo signore di circa 50 anni l'ho soprannominato così: "cavalletto", perchè si è presentato all'uscita con giubbino mimetico multitasche, cappellino mimetico e macchina fotografica montata su cavalletto estensibile. E' una bella persona, un po' sopra le righe, magari...assomiglia e cammina come Pluto. Però è simpatico. E strano: a un certo punto gli abbiamo chiesto di fare una corsa perchè dovevamo esercitarci con la tecnica del panning, lui ha fatto la sua corsetta e poi si è messo  fare un po' di yoga e ha fatto una sorta di verticale con le gambe incrociate. Il tutto in pieno centro. Il tutto con molta naturalezza. Poi ho conosciuto meglio un altro tipo: un pelatone che si rolla sigarette artigianali con la scioltezza di chi sa il fatto suo e che mi ha detto che fare la raccolta differenziata a Brescia è inutile perchè va tutto nell'inceneritore ( e  lui lì lavora). Poi c'era una tipa che appena le ho chiesto se aveva figli ha smesso di fare le foto artistiche alle ombre per farmi vedere le foto della sua patatona che si spalma la pappa addosso. Poi quella che fra una foto ai raggi delle bici e una alle foglie in una fontana, è andata a far shopping da kiko. Poi c'era il nostro tizianoferro pre outing, timido, riservato e abilissimo col photoshop (e secondo me è una conoscenza da tenere buona...). Insomma una bella umanità. Poi al lunedì sera ci si trova per guardare le  foto e commentarle. Mio fratello dice che è un po' volgare questa cosa del guardare le foto degli altri, che i panni sporchi si lavano in casa...e così non viene più. Ma io sera ci sono andata. E c'era LEI. La patty pravo del bresciano. Bionda, magra, algida. Ma aspettiamo un attimo. La serata inizia con il presidente del circolo fotografico che entusiasta come un bambino e con l'acquolina in bocca ci dice che lunedì prossimo ci saluteremo per la pausa estiva e allora...mangeremo i salami ! -pausa- e berremo il vino-sorrisone e pausa- e staremo, così in compagnia! Ah, certo anche il pane!
E' un tipo così: bello, semplice, nostrano. Come gli altri soci del circolo, che più che fotografi sembrano alpini in congedo che aspettano il grande raduno annuale. Gente genuina, che quando parla sembra che abbia inserito un google translate per tradurre dal dialetto all'italiano e spesso la forma ne risente.
Ma c'è LEI. La nostra patty. Un po' patty e un po' catherine spaak ai tempi di harem. Che dice che ha portato delle foto da guardare. Bene! Guardiamole!
le ha già stampate.
le mostra: fiori. fiore con la macro. goccia di acqua su petalo di fiore. luce che filtra fra i gambi di una pianta. tulipano appoggiato che si riflette sulla superficie.
Bello il riflesso, ma che superficie era?
Il mio tavolo.
e poi...
donna nuda. di spalle. capello sciolto sulla schiena. nei toni del seppia. la figura si riflette. sembra che esca dall'acqua. no, il riflesso non è dato da uno specchio d'acqua. no, il riflesso è dato da una superficie lucida. un tavolo! il suo tavolo!
sì, è un autoscatto!
la bocche si aprono. tizianoferro ride. il presidente: "è senza dubbio una foto...come dire, ehm, molto..."
tizianoferro suggerisce "glamour?"
"eh, se...glemur...no, cioè, chiaro che...ma sei te?"
"sì, anche mio marito non ci credeva!"
"eh, certo è molto, molto fatta bene..."
poi per darsi un tono cercava di analizzare la foto, ma non voleva sfiorarla troppo per non sembrare un maniaco e quindi via a lunghissime dissertazioni sull'ombra della mano, sulla bellezza del seppia, sul bell'effetto del riflesso...
alla fine è uscito a fumarsi una sigaretta. L'ho visto davvero provato il nostro presidente...
Ma tutto ciò mi insegna qualcosa...mi insegna siamo delle strafighe! basta solo che ci  facciamo degli autoscatti e poi li correggiamo con il seppia. Non sto scherzando! Penso che forse siamo più belle di quello che siamo portate a credere, ma spesso le nostre pose non ci valorizzano e magari ci guardiamo solo in quei momenti lì, mentre siamo stanche e un po' deluse, accasciate sul divano o con la testa fra i fornelli. E non ci sentiamo belle. Ma lo siamo. E allora dovremmo avere il coraggio di guardarci da fuori, di farci un autoscatto in quei momenti un po' magici, quando sappiamo che siamo niente male, e, se necessario, non aver vergogna di immaginarci in seppia, che cancella i difetti, annulla la cellulite, esalta le linee... Perchè  l'essere bella è, anche, questione di come ci si pone...di come ci si immagina...potere alla fantasia! come dite? slogan vecchio? 'acc! sono arrivata tardi!

mercoledì 11 gennaio 2012

Buoni propositi e materiale da smaltire

Siccome è un po' che la lascio sospesa, riprendo la mia rubrica "pensieri sparsi senza un perchè", anche perchè è proprio una signora rubrica, che vale proprio la pena tenere in vita!
Il 2012 è piombato su di noi con una manciata di buoni propositi, alcuni frutto anche dello spegnimento del mio cervello a causa della sovraesposizione alle puntate di Lost (durante le vacanze di natale sono arrivata a guardare anche 4 episodi al giorno-3 ore- di Lost: poi giravo inebetita e sospettosa...). Ed ecco a voi i miei buoni propositi, ma siccome a fare le liste non sono brava e quest'anno va di moda il decluttering, ho ridotto i miei propositi a 2, così magari, male che vada, riuscirò a portarne a casa un 50%:
1°- dato che mi è stata recapitata un'elegantissima agenda, davvero bella e raffinata (grazie trimamma!), ho pensato che non poteva correre il rischio di riempirsi di polvere come quelle della banca: il mio impegno! Scrivere almeno un pensiero al giorno, niente di complicato, un facebook in versione cartacea, un'impressione, una sintesi, un paradosso, qualcosa che ha segnato quel giorno...Anche perchè i giorni volano e mi è venuta quest'ansia di fermare il tempo, di dargli una memoria, di costruire e testimoniare la mia, la nostra storia e perciò...
2° proposito: una foto al giorno! l'idea mi è venuta da qui : una lista di cose/momenti/sensazioni da fotografare, ma siccome l'inglese lo capisco sì e no e non ho trovato nessuno che mi traducesse la lista (c'è qualcuno???), ho deciso che per non sbagliare faccio una foto al giorno, di qualsiasi cosa, senza un perchè reale, se non il fatto che ha catturato la mia attenzione...
Per esempio la foto di oggi potrebbe essere questa:

un sacco pieno di ritagli di gommapiuma (probabilmente tossica) che mio marito ha portato a casa, con un sorrisone da Babbo Natale, ritirandolo da una ditta dove va a fare consulenza (" e ce n'è tantissimo, e ce lo danno gratis, quanto ne vogliamo!") con l'idea che la mia mente creativa avrebbe potuto sicuramente farne qualcosa! Ecco...lasciando perdere la sovrastima che il maritino ha delle mie abilità artistiche e anche il fatto che appartiene a quella categoria di persone che reagiscono al suono "gratis" spegnendo le capacità critiche cerebrali, qualcuno sa dirmi cosa ne posso fare?

giovedì 1 settembre 2011

Potrebbe sembrare un post creativo, un po' spartano...



Dicevo in un post precedente che sono stata in vacanza in un bungalow. Spartano. Molto spartano. Forse troppo anche per un autentico Spartano. Che avrebbe urlato "Questo non è un bungalow...questa è Spartaaaaaaaaaa!!!"
 Così mi sono attrezzata per rendere la nostra "casina del mare" più accogliente e comoda.  Ed ecco le mie invenzioni:


...diciamo pure che avevo molto tempo libero!

Il barattolo dei piselli in scatola è diventato
un vaso porta piantina di basilico!
Così bello che l'abbiamo lasciato là...
un omaggio a chi ci sarà dopo di noi!

Come si fa senza porta spazzolini???
Io ho tagliato in due il tetrapack del succo di mela!


E gli asciugamani piccoli, dove li attacco?
Ma nel ragno stendi biancheria!


Già lavare i piatti scoccia un pochino...
e poi non c'era per scolare le posate!
Non c'era...ci ho pensato io con un altro tetrapack
tagliato in due!



Mancava il portarotolo!!! Tragedia!!!
Ho recuperato con un bastone portato dal mare
e un po' di spago da cucina!
Mancavo ganci per appendere gli asciugamani!
ce ne era giusto uno...gli ho attaccato la gruccia e voilà!






martedì 17 maggio 2011

La recita di fine anno (attenzione, neppure questo è un post creativo!)

Sollecitata da un post del fervido genitoricrescono.com , mi dilungo (un po') a sfogarmi sulla...recita di fine anno.
Venerdì ho assistito alle prove dello spettacolino di fine anno delle seconde (scuola primaria). Il giorno dopo ero a letto stesa da una gastroenterite di proporzioni bibliche. Un caso?
Premessa: nella mia vita precedente (prima di avere dei figli) ho fatto l'educatrice. Un bellissimo lavoro, retribuito pochissimo e con scarsissima considerazione sociale, ma che, fra alti e bassi, mi piaceva. Come educatrice l'obiettivo principale era quello di far emergere , di lavorare perchè la persona che avevo di fronte (adolescente o disabile che fosse) fosse messa nelle condizioni di far affiorare, di coltivare,di far fiorire il meglio delle proprie potenzialità. Bello, vero?
Poi decido di farmi una seconda laurea (fra un figlio e l'altro) e di cimentarmi nel mondo della scuola, forte del fatto che essere maestra significasse anche essere un'educatrice e non solo una docente. Chi me l'ha detto? Mah, forse Don Milani, forse qualche professore all'Università, qualche libro che ho letto, il mio buonsenso, non saprei...
Poi sono arrivata a scuola. A fare la maestra di sostegno. Tralascio le amare riflessioni sulla disabilità a scuola (vedi qui e qui),e osservo come viene coltivata la creatività dei bambini coi lavoretti: uno sfacelo! I bambini eseguono come automi direttive imperiose su come e dove attaccare fiorellini e fiocchettini, spesso in catena di montaggio, il tutto in un tempo record di 20 minuti! Alè! Evviva la fantasia dei bambini!
Ma arriviamo allo spettacolino. Le maestre prevalenti, amabili, sorridenti e che chiamano tutte "cara", impongono, sfiorando il nonnismo, alla collega, supplente, precarissima di musica di organizzare lo spettacolo, supportata dall'altra collega, supplente, precarissima di motoria. Loro tracciano il canovaccio, le altre devono metterlo in piedi. Qualcuno chiede qualcosa ai bambini? Nessuno!. Decidono di...udite udite...far cantare una canzoncina ai bambini! Brivido di novità che scorre sulla nostra pelle. Siccome in gita siamo andati allo zoo, la canzone deve parlare di animali. E allora lo chiederanno ai bambini, li coinvolgeranno, faranno un sondaggio e poi utilizzeranno i dati per inventare un problema, tireranno a sorte e spiegheranno la probabilità? No. Decidono loro. E optano per l'ultima hit del momento: Cocco e Drilli- 16° Zecchino d'Oro-1974. Ma sììì! Ci piace il vintage!
Insegnano la canzoncina, poi delegano l'assistente ad personam a realizzare la scenografia insieme alla bambina disabile (chiaro modello di integrazione mal'interpretata), e poi i bambini sul palco a mimare la canzone.
I genitori saranno contenti, peraltro la canzone la conoscono anche loro, si commuoveranno a guardare i loro bimbi e tanti applausi alle maestre, ma per me rimane un qualcosa senza senso che non riesco a capire. Mi sembrano occasioni sprecate di rendere protagonisti i bambini, di farli partecipare, di farli sentire "bravi" non solo nell'ambito didattico, ma in tutto ciò che compone la loro umanità e parlo di fantasia, di originalità, di problem solving, di solidarietà.
Se la recita finale fa parte della routine della scuola, a cui bisogna volenti o nolenti piegare il capo, perchè non farlo diventare un momento significativo di crescita? Si può agganciarlo alle materie principali, si possono coinvolgere più aspetti, si può strutturare in maniera diversa dalla solita canzoncina cantata in coro (penso ad una presentazione in power point, a una mostra di elaborati, a uno spettacolo con le ombre cinesi, ad una recita vera, a una danza,  una galleria fotografica...). Gli strumenti ci sono. Manca lo sforzo. Manca la capacità delle maestre di scommettere su questa cosa, di pensare che non è una perdita di tempo, ma che è un modo, nuovo, probabilmente ugualmente efficace, di lavorare con i bambini.

martedì 8 febbraio 2011

Il re e la maglia

Questa è una non favola della buona notte.
Inventata ieri sera sul divano, probabilmente sotto i fumi del latte corretto Brandy contro il mal di gola.

C'era una volta un re. Seduto sul sofà, che di nascosto, lavorava a maglia. Non si sa come, ma gli era venuta questa grandissima passione e non riusciva proprio più a smettere. Aveva iniziato così, per caso e poi si era fatto prendere un po' la mano. Qualcuno però se n'era accorto e aveva iniziato a mettere in giro qualche chiacchiera, battutina sul sire che sferruzza. Così, per dimostrare che non era vero e che lui era un sovrano di una volta, promulgò una legge per mettere al bando il lavoro a maglia, i ferri, i gomitoli e le matasse. Il popolo capì che il sire era un duro e che certo non perdeva tempo a lavorare a maglia. Ma lui continua di nascosto a lavorare ai ferri. Con gli ultimi gomitoli avanzati confezionava sciarpette, berretti e portachiavi. Poi la lana finì. E lui si trovo senza gomitoli e con un certo campionario di merce bandita, che scottava, da smaltire. 
Fu così che si lasciò avvicinare da un furfantello locale, che aveva la vista lunga e aveva capito il doppio gioco del sovrano. L'accordo era che gli procurava di contrabbando lana e filati e che avrebbe provveduto allo smaltimento dei manufatti. In cambio, è evidente, di ricompense astronomiche. Ma il re era disperato e acconsentì. Il suo pusher lo avvicinava negli angoli del castello:
"Maestà...ci siamo ho dell'ottimo mohair blu"
"Oh, fantastico e poi, poi, cosa mi hai portato?"
"Ho trovato due gomitoli di...
"Di....?

"Di cashmere, beige!"
"Fantastico, lo posso toccare? Oh mio Dio, ma è bellissimo! Come è morbido! Eh, senti mi hai trovato quello che ti avevo chiesto?"

"No, maestà. l'angora è introvabile..."
"NOOOOO! Come faccio?!?"
"Si calmi, ho dei contatti con degli afghani, forse in settimana qualcosa si smuove...INteressa un po' di alpaca?"
"No, no, può bastare..."

Così il povero re, cercava di salvare la sua faccia, anche a scapito di sè, dei suoi soldi, della sua tranquillità.

E qua la mia storia si interrompe: non sono proprio più abituata a pensare a un sovrano che si fà un autogol  al posto di promulgare le leggi  per difendersi e proteggersi...Che follia! 

giovedì 6 gennaio 2011

Basta auguri!

Che le feste non brillino solitamente per originalità è , ahimè ,un dato di fatto... ma farei un distinguo: un conto è seguire una tradizione ( i riti, le ricette tramandate, i rituali, gli incarichi e i compiti...), un conto è ripetersi, viaggiare col pilota automatico dal 23 dicembre fino al 6 gennaio. Mi riferisco a chi regala sempre le stesse cose (di solito simpaticissimi prendi polvere che non riesco neppure a riciclare), a chi dopo un anno che non ti vede, ti dice le solite, scontatissime, battute, a chi scrive i bigliettini, gli sms tutti uguali... Ma il clou è oggi:
Signori e signore che passate di qua, vi informo che fare gli auguri a una donna oggi NON FA RIDERE!!! non vi rende brillanti, non vi fa sembrare intelligenti e simpatici, e mi costringete , fino all'ultimo giorno di queste sudatissime feste, a rispondervi con sorrisetti di circostanza...Per piacere...basta! Ma non per placare la mia suscettibilità, non per compiacere la mia permalosità, lo dico per voi...perchè siete più belli se siete, giusto un pochino, giusto oggi, originali!

mercoledì 24 novembre 2010

Da una crisi...una collana!

Qualche giorno fa, ero in piena crisi, insomma le solite cose: il sonno, il lavoro, la fatica...Una volta, quando stavo così, facevo il pane...ora faccio le collane! il tutto con una maglietta vecchia di una mia amica, presa durante uno scambio di vestiti e con le perle di una vecchia collana a cui i bimbi sono riusciti a rompere il filo...che dite? mi cimento? mollo? torno a fare il pane? che per la cronaca era duro come i sanpietrini del centro?

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I miei cuccioli...

Lilypie Second Birthday tickers
Lilypie Third Birthday tickers

ho perso il contoooo!!!