Ero quasi tranquilla. Quasi. In realtà c'erano tutti i segnali per spaventarmi. Solo che non li volevo leggere.
C'era l'aver fissato in anticipo di 15 giorni la serata per uscire soli noi due. C'era l'aver comprato un profumo nuovo (che mi sta dando dipendenza peggio della Nutella). C'era l'aver preso (al mercato, in saldo, quando si dice grattare i fondo del barile) uno straccetto di vestitino lungo, perchè al Pc-man piacciono le donne con l'abito lungo (sì, gli ho detto che se non sei alta più di 1,70 il vestito lungo è un suicidio e ho anche provato a fargli vedere "ma come ti vesti", ma non ce n'è...non demorde). C'era l'aver pensato anche agli accessori (e la pochette l'ho presa in edicola, fortuna che la ormai famosa paolamaria non sa chi io sia!). C'era l'aver progettato la serata: molto easy, ma romantica. Una pizza al lago, passeggiata sulla darsena, circo con gli artisti di strada...cose così, da estate, da morosi...
E invece un cazzo! Scusate, la volgarità, ma porca miseria! Ancora otite! Ancora! Con febbrone da cavallo, notte insonne, occhi pesti...tutto il terribile repertorio che l'Anarchico tira fuori quasi ogni mese, quando vuole riprendere la scena e il ruolo da protagonista.
Io mi trasferisco al mare, ma davvero, però...si accettano consigli, ospitalità, impiego...
Ancora mamma? ancora, mamma! Sì mamma ancora! Ancora... perchè dopo il Nanetto Svizzero è arrivato il Piccolo Anarchico... Ancora...perchè la canzoncina va cantata "ancora", il giochino va ripetuto "ancora", il suono buffo merita "ancora" di essere riproposto... Ancora...o meglio "non ancora" , che è la risposta a molte domande "Dorme tutta la notte?", "Mangia da solo?" "Parla?"...
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giovedì 28 luglio 2011
giovedì 27 maggio 2010
compensazioni
Sono in piena crisi compensativa...come dice giustamente Raperonzolo,
noi giovani mamme cerchiamo di compensare in qualche modo le carenze di sonno, sesso, vita sociale, cure estetiche, cure gastronomiche che l'arrivo dei pargoli comportano. Io tendenzialmente oscillo fra tre livelli:
- 1° livello: compensazione alimentare. Questa mi compete soprattutto quando accuso pesanti privazioni di immediate gratifiche.
Per dirla meglio: dopo estenuanti tentativi il Piccolo Anarchico dorme, mi fa male il braccio destro per le costanti pacchettine date sul sederotto, che hanno effetto calmante su di lui, su di me mi stanno semplicemente sviluppando un avambraccio da camionista rumeno. Ho nelle orecchie ancora la ninna nanna del carillon (è da escludere che io possa cantare la stessa canzone, a bassa voce, col sorriso di Carla Bruni, per trenta minuti senza dover essere poi ricoverata in psichiatria), ma finalmente dorme. E' il mio turno...è da stamattina che me lo immagino: ci sono le mie casalinghe disperate! Mi siedo calma e anche un po' compiaciuta, perchè in fondo non sono malaccio come mamma e per l'occasione non mi stravacco sul divano con le gambe sul tavolino, ma cerco di tenere la schiena dritta e mi accoccolo sul divano come una giovinetta degli anni '50. mi viene quasi la tentazione di mettermi anche un filo di perle...giusto, così, per sentirmi più raffinata...Ma la radiolina non perdona: si accendono tutte le lucine: lui sta urlando! Fine dei giochi, delle casalinghe, della compostezza. Dopo 3 minuti sono scalza, in cucina, con una mano sorreggo il Piccolo a pancia in giù, l'altra solleva cucchiaiate di Nutella...Solitamente, quando lui si è riaddormentato, mi raggiungono sensi di colpa giganteschi e mi tracanno bicchieroni d'acqua tiepida che mi illudo possano disperdere e annegare le calorie della crema al cioccolato più buona del mondo.
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