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sabato 12 febbraio 2011

La mamma gnocca

Pensavo fosse un essere mitologico, ne sentivo parlare alla radio, invece esiste davvero: la mamma gnocca! E la conosco! Di più! Era una mia collega! L'unica persona in grado di lavorare in un centro per disabili adulti con gonna e tacchi! E che tacchi! Noi arrivavamo in tuta o quasi. Lei fasciata in gonne a tubino. Noi con il mollettone fra i capelli, lei con gli occhi struccatissimi. Noi in infradito, lei col sandalo gioiello. A lei piaceva così! E massimo rispetto. Poi è rimasta incinta, poco prima di me. E di fatto da allora non l'ho più rivista. Io sono rimasta di nuovo incinta, e anche lei. Ci siamo sentite, scambiate consiglie sfogate un po', e poi, ieri ci siamo riviste.
La mamma gnocca.
Bella era bella anche prima, ma ora...Due gravidanze le hanno lasciato:

  • intatti i suoi 175 cm di altezza
  • intatti i suoi seni (avrà una quinta)
  • intatti i suoi capelli neri
  • intatto il suo gusto nel vestire e la sua voglia di truccarsi 
  • un giro vita ancor più stretto (ha la vita della Loren dei tempi d'oro)
Al mio stupore, mi spiega che il piccoletto lo allatta 5 o 6 volte a notte, più di giorno (ha 11 mesi); durante il giorno nè lui, nè l'altro dormono mai, è sola perchè non ha parenti che la possano aiutare, quindi è magrissima perchè totalmente risucchiata.
"Ma come fai? Come fai a non essere ancora impazzita? Come fai a non farti prendere alla voglia di strozzarli quando non dormono e tu non dormi da 11 mesi? come fai?"
"Francesca, la vuoi sapere la verità? Bevo! La pediatra mi hua visto talmente scolvolta che mi ha detto -"Signora, l'unica cosa che può fare per tirarsi su è bere un po' di vino"- Così io ...bevo!"

Ed ora mi chiedo: perchè la mia pediatra non è così???

venerdì 21 gennaio 2011

Vincitrice della gara di petulanza!

Ho vinto! o almeno sono andata a pari, secondo me...giudicate voi.

Vado a fare la spesa, di corsa, come al solito, esco dal supermercato e mentre spingo il carrello verso macchina, una voce mmi chiama "Ciao, non avere paura..." era forse Dio che mi chiamava? direi di no, mi giro e vedo avvicinarmisi una figura femminile dai capelli lunghi, raccolti in una coda e dalla gonna ampia e lunga. Una zingara, direi, se si può dire, forse rom è più politically correct, insomma però ci siamo capite...alzo gli occhi al cielo perchè non amo queste situazioni, dove i miei sensi di colpa troneggiano e non capisco mai qual è la cosa giusta da fare, e loro lo sanno, capiscono al volo quelle fatte come me e le puntano e nel 90 per cento dei casi la spuntano anche. Comunque, si avvicina, butta un occhio al carrello:
"Oh, che Dio ti benedica, benedica te e il tuo bambino " il pacco gigante di pannolini era un evidente indizio..."è un bimbo o una bimba?" "Ho due maschi" rispondo mentre armeggio con le chiavi nella borsa. "Ah, che fortunata! Tu hai due maschi, beata te, io ho due femmine" E qua mi fermo e la fisso perchè è la prima volta che qualcuno mi dice fortunata perchè ho due maschi. Di solito la reazione è quella di un sorriso compassionevole mentre ci si stringe un po' nelle spalle, come dire..."eh, bhe, capita...". "Due femmine?" Avrà avuto sì e no vent'anni. "Sì, una di 4 e una di 1 mese" "come? una di 4 mesi e una di 1 mese? come hai fatto? non è possibile!" E' evidente che i miei poveri neuroni si muovono molto rigidamente e lentamente, perchè infatti specifica "ma no! una di 4 anni e una di 1 mese!" eh, certo, penso io, che aquila che sono...
ma ecco che i miei neuroni recuperano e partono al contrattacco per la gara di petulanza, che inizia in questo preciso istante:
"Come dici? hai una bimba di un mese? e che ci fai qui? non l'allatti?"
"Eh no, mio latte non è buono!", fa lei presa in contropiede
"Come non è buono??? Tutti i latti sono buoni!", attacco con tono ostetrico
"Eh no, mio latte è acqua lo vuole sempre...", risponde imbarazzata
"Eh...che vuol dire...anche il mio voleva mangiare sempre, ma non c'entra...", illustro con tono da quella che ne sa tantissimo
"Eh, sì signora, però tu mi dai moneta..." cerca di riprendere vantaggio
"Sì, va bene, però ascoltami, credimi è importante...il tuo latte va bene...", non mollo l'osso
"Eh, sì però, bambina piange, mi dai soldi che bambina piange", insiste, resistente...
"Certo, tieni, ma dammi retta, vai a casa, riprovaci!Se no cosa fai? Le dai il latte artificiale?" tono da libro Cuore, vincente
"Eh sì: artificiale! Tu però mi dai qualcosa da mangiare? Quello che piace a te, piace a me!"
"Si, tieni, ma mi raccomando...è importante!" puntualizzo, ossessivamente, mentre mi sembra che le mie parole galleggino nell'aria senza fare nessunissima presa nella mia avversaria, ma non importa, nella gara di petulanza questo è un must
"Eh sì, signora, che Dio ti benedica" e cerca di chiudermi nell'angolo
"Sì, grazie, ma a parte Dio, vai ad allattare!", lo so forse ho esagerato , ma dovevo avere io l'ultima parola!

Così ci salutiamo, e ognuna va per la sua strada: io torno a casa, lei riprende il suo giro nel parcheggio, alla ricerca, forse, di qualcuno in grado di farsi i fatti propri un po' meglio della sottoscritta.

E in ogni modo lei ha ottenuto ciò che voleva, ma io penso di aver segnato un punto nella mia prima e  personalissima gara di petulanza!

domenica 20 giugno 2010

A bocca chiusa

Che fatica! Sono stata sballottata di qua e di là da pareri contrastanti: dagli l'aggiunta, vedrai che poi dorme- no insisti col tuo latte; e dai miei personali ragionamenti:  ha già fatto un mese di antibiotico, forse non è il caso di togliergli il mio latte- sì , però poi potresti finalmente riprendere in mano la tua vita. Nella fatica di dover prendere una posizione...la posizione l'ha presa il Piccolo Anarchico: una decisissima e ferma posizione di bocca chiusa. "No mamma, quel latte lì io non lo piglio!". Ma se lui ha la testa dura, io , che sono sua madre, ce l'ho ancora più dura così ieri sera dopo estenuanti lotte ha aperto la bocca e si è preso la agognata aggiunta. Spossata mi sono addormentata convinta che per la prima volta da 4 mesi avrei finalmente dormito per un periodo superiore alle tre ore filate. Macchè! Come se niente fosse, come se quel latte fosse aria, all'una l'Anarchico mi richiamava al mio dovere!
Ora spero solo che andando al mare le cose cambieranno, magari sarò più serena,più rilassata e riuscirò a spezzare questa spirale di stress che, mio malgrado, si è inserita fra noi.

mercoledì 16 giugno 2010

A noi due, bilancia!

Pronti, partenza, via! Il piccolo Anarchico in fascia, borsa col cambio, borsetta mia, libretto sanitario...agguerrita parto per la terza visita filtro.
Va tutto bene, però...quella maledetta curva dei percentili della crescita del peso si sta flettendo! Noooo! è in calo!!!!per conto mio avrei detto"eh, va bè, si vede che ha meno appetito!", ma la pediatra ha lanciato nell'aria il dubbio "Signora, ma lei il latte ce l'ha?" odio questa domanda! La odio perchè non lo so! non lo sento arrivare, non sento il seno gonfiarsi nè svuotarsi, è così, sono fatta così, non l'ho mai sentito, se non , forse, giusto i giorni della montata. Così è arrivata la sentenza: 24 ore di doppia pesata!!! doppia pesata per lui, un macigno per me, mi sento un pochino sotto pressione, tipo come quando facevo gli esami all'università...

martedì 1 giugno 2010

Compensazioni parte terza


3° livello: compensazione materiale hot. Premessa: dobbiamo visualizzare la scena. Sono mesi che non dormo, mangio male, mi lavo in fretta, i miei capelli cadono a manciate e il taglio e il colore sono ormai allo stremo della loro resistenza, indosso gli stessi vestiti da giorni, sulle mie gambe cresce copiosa una finalmente procace e indomita peluria. Io sono seduta sul divano, sempre nello stesso punto e allatto (tanto per fare qualcosa di nuovo). Che faccio? Beh all'inizio guardo il Piccolo Anarchico, com'è carino, come si attacca bene, che bei piedini, che noia... la poppata continua. Accendo la tv, la tristissima tv contenitore del pomeriggio. Spengo la tv...la poppata continua. Mi guardo intorno. Esploro la mia sala con lo sguardo: beh, lì c'è troppo disordine, quell'angolo è un po' buio, le tende? no, non mi piacciono più, e neanche il tappeto, anzi ,come ho fatto ho comprarlo? il divano? va bè, dai, ancora per un paio di anni...certo che ci vorrebbe proprio un bel cambiamento...e così si configura nella mia mente la planimetria in carta millimetrica della sala in cui io sposto mobili, divani, cambio tende, giro le poltrone, inverto la libreria... Da qui all'andare all'IKEA il passo è breve, troppo breve...

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I miei cuccioli...

Lilypie Second Birthday tickers
Lilypie Third Birthday tickers

ho perso il contoooo!!!