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giovedì 3 febbraio 2011

C'è troppo pudore. Lo so che non sembrerebbe, anzi...ma in realtà noi comuni mortali che abbiamo un mutuo, lavoriamo , facciamo la spesa e non andiamo in tv, ci vergogniamo del dolore. Ci hanno insegnato che il pianto adulto è silenzioso, nascosto, lecito, ma discreto. E il nostro dolore rimane lì, sotto le braci, e cresce, e si nutre di sè...Poi capita, per caso o no, di celebrare davvero la scomparsa di una persona, ma insieme, nel sorriso dei ricordi che ci legano a lei, negli aneddoti che si lanciano e rilanciano come fili di più gomitoli lanciati in un grande gioco, e nel pianto emerge il sorriso, e nella risata si fa di nuovo strada il pianto, ma si respira, la cenere si sposta e il dolore diventa qualcosa di cui si può parlare.
Così si dovrebbe fare, magari con un bicchiere di vino e un po' di salame, e anche, perchè no, una sigaretta fumata di notte, davanti alle stelle.

martedì 7 dicembre 2010

Un post grigio ( e triste), nonostante Natale

Mi annoio da sola! nel senso che riesco ad essere noiosa persino a me stessa, che di solito, invece, mi stimo molto, anzi mi trovo proprio molto interessante! e invece, ultimamente no.
Sarà che...che sono stufa di questo cielo grigio che se non piove nevica e poi piove e poi di nuovo nevica e non c'è mai fine?
sarà che...che bianchina la nonnina  è malata ed io non ho tregua dai miei marmocchi neppure per andare a fare la spesa, figuriamoci un salto dalla parrucchiera?
sarà che...che non piace come sto lavorando, che le aspirazioni da salvatrice del mondo e rivoluzionaria della scuola si stanno miseramente scontrando contro la realtà e anche, diciamocelo, la mia stanchezza (o dovrei dire arrendevolezza?)?
sarà che...è un po' che non vedo le mie amiche e se non le vedo per un po' è come se un pezzettino di me vivesse nell'ombra e nell'ombra non ci sta bene?
sarà che...a dicembre di un anno fa hanno fa hanno diagnosticato il tumore che si è portato via mio cugino (ecco l'ho detto, prima qua che a molte persone del mio mondo "reale") e ed è pazzesco come la mente torni sempre lì, come i ricordi, i pensieri più banali finiscano col toccare lui...E mi basta stare in silenzio per pochi secondi, che mi ritorna in mente lui, e allora devo accendere la radio, cantare, navigare per sfuggire dal dolore della sua assenza e dalla consapevolezza del primo Natale senza di lui.

ecco, e questo grigiore che ho addosso, nonostante abbia addobbato la casina per le feste (posterò le foto!), non si scolla e mi si appiccica, molesto, e non mi piace, e non mi piaccio. Ma da qualche parte, in qualche modo, dovevo pur dirlo...Grazie.

giovedì 23 settembre 2010

Il giorno (la sera) di dolore

Ieri sera cercavo di consolare e così mi sono trovata persa nelle mie stesse lacrime. 
Quelle lacrime che non puoi sempre versare, perchè c'è bisogno che tu sorrida e canti e prepari le pappe e accompagni all'asilo e che tu continui a sperare. 
Ma se i bimbi non guardano, se non c'è nessuno, se sono sola con il mio dolore...lo lascio venire a galla, per piangere un po'. 
E curiosamente, mi capita spesso, quando soffro, che il mio cervello si incanta, come un vecchio disco, su una frase, spesso assolutamente fuori luogo, e insiste,insiste, fino a quando non riesce a distrarmi dal piangere. 
E ieri continuavo a sentire questo vecchio ritornello: "(...) sopra il giorno di dolore che uno ha (...)"; così, l'ho ripescata dal provvidenziale you tube, e l'ho ascoltata, riascoltata, tante volte perchè non  capivo perchè continuasse a consolarmi, come un the caldo quando fuori fa freddo, come un abbraccio di qualcuno che la sa lunga. 
Poi ho scoperto che l'ha scritta per un amico malato, che poi non ce l'ha fatta, e ho capito perchè questa canzone riesce a parlarmi.

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ho perso il contoooo!!!