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martedì 13 dicembre 2011

...e così sono arrivata io!

Io ho le prove!!! Riguardo al momento in cui sono venuta al mondo io posso vantare evidenti prove! No, non pensate al filmino (all'epoca forse sarebbe stato una versione muta in bianco e nero), ma ad una cosa dolcissima: una lettera.
Così è andata:
la mia famiglia (madre, padre e fratello) non si trovava in Italia al momento della mia nascita, ma erano emigrati in Brasile. Papà lavorava per una grande azienda che all'epoca era fiorente e costruiva fabbriche nel mondo e così l'hanno spedito...a Rio de Janeiro! Mia mamma, che all'epoca aveva 25 anni, fa i salti di gioia, si studia un po' di portoghese, prende il bimbo di 2 anni e mezzo e parte! Non era certo un viaggio della speranza, cioè stavano in un residence con piscina e donna di servizio, però erano comunque lontani da casa, dagli affetti, dalle tradizioni...insomma, per mantenere vivo e forte il legame coni parenti avviano una forte corrispondenza Brasile/Italia. All'epoca le telefonate non andavano un granchè (oddio mi sembra di essere nata un secolo fa! in effetti...), così lettere su lettere: brillanti, tristi, malinconiche, incoraggianti. Al ritorno mio padre ha raccolto tutte quelle spedite (si era fatto una copia il furbone!) e le ha fatte rilegare. E così c'è anche la lettera che annuncia la mia nascita e io ho sempre saputo come è andata.
So che pioveva, fortissimo e chi mio padre cercava di correre nel traffico di Rio, ma che mia madre era tranquilla.
Fino a quando non è entrata in ospedale. Lì l'equipe medica locale era abbastanza pittoresca: tutti molto paciosi, allegroni, sorridenti, mentre mia madre stringeva i denti nel travaglio. Poi decidono di farle l'epidurale, che , a quanto pare, lì era cosa già nota e applicata. Le fanno un male cane per inserirle il catetere e poi l'epidurale entra in circolo e lei non sente più niente. I medici, tranquilli, continuano le loro chiacchiere. Oddio, non è che non sente più niente, sente qualcosa, qualcosa che non riesce a definire, ma le sembra che io stia nascendo. Nel suo portoghese imparaticcio cerca di avvisare i medici, che, chiaramente le sorridono "Tranquila!" e vanno avanti a chiacchierare. Sono così certi che ci voglia tanto tempo che annunciano che vanno (tutti!) a prendersi un "cafesigno" e chiedono a mio padre se lo vuole. Escono dalla sala parto. Mia madre sente, sente senza dolore, ma sente che io ci sono e manda mio padre a richiamare i dottori. Un po' seccata torna l'ostetrica, guarda mia mamma sotto il lenzuolo e urla che si vede la testa! Ritornano i dottori di corsa, mia mamma lancia uno sguardo pieno di lacrime a mio padre: non ne avevano parlato, non lo avevano deciso...ma sì, va bene, mio padre rimane lì, le tiene la mano e nasco io.

Rileggendo quanto ho scritto, vi garantisco che mio padre scrive(va) molto, ma molto meglio!

In ogni modo questo post partecipa al contest di:
mamma è in pausa caffè
http://mammainpausacaffe.blogspot.com/2011/11/e-nato-il-contest-di-mamma-e-in-pausa.html

mercoledì 26 maggio 2010

e vai con le presentazioni...

presentarsi...mica è così facile!
fino a pochi anni fa la mia identità era definita semplicemente dal lavoro " Sono Francesca, sono un'educatrice...", che poi così semplice non era, perchè "educatrice" vuol dire tutto e niente e perciò mi dovevo dilungare ancora in molteplici spiegacìzioni del tipo " mi occupo di..., lavoro con..." e spesso mi sentivo chiedere "ma davvero ti pagano per questo?" "oppure "ma che brava, io non lo farei mai!". In entrambi i casi, non è questo il consenso sociaale che uno si aspetta...
Poi mi sono sposata e mi presentavo così " Sono Francesca, sono un'educatrice e finalmente mi sono sposataaaa!!!!"
Poi è arrivato il Nanetto Svizzero, ho interrotto il lavoro e la mia presentazione era più o meno così "ahaha (sbadiglio) ...sono Francesca, ho un bimbo piccolo...è un po' che non dormo...".
Poi il Nanetto si è messo a dormire tutta la notte, più un'ora e mezzo al mattino e due ore al pomeriggio, così quando mi presentavo dicevo "Sono Francesca, questo è il mio Nanetto Svizzero e ne aspetto un altrooooo!!!"
Ora, se qualcuno mi chiede chi sono, mi occorrono circa 20 secondi per capire la domanda e connettere la bocca al cervello, poi scoppio in un'insensata quanto isterica risata e d'un fiato solo "Sono Francesca, questo è il Nanetto Svizzero e poi c'è il Piccolo Anarchico e sono esattamente tre mesi e mezzo che non dormo!"

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I miei cuccioli...

Lilypie Second Birthday tickers
Lilypie Third Birthday tickers

ho perso il contoooo!!!