Nel cortile della scuola, le maestre si godono i primi raggi di sole...
"Allora, avete sentito del blocco del traffico?"
"Sì, da sabato partono le targhe alterne"
"Ecco, ma si può?!? E a chi lavora non ci pensano?"
"(forse pensano a chi respira) ..."
"No, ma dai, ma come facciamo? E se uno deve andare al lavoro?
"(mai sentito parlare di mezzi pubblici, tesoro?)..."
" Non potevano pensarci prima, eh?"
"..."
"Sì, prima! Facevano delle belle domeniche col blocco totale..."
" (come se quelle servissero) Ma pioveva fino all'altro ieri! "
" e va bè, ma si sa che Brescia è una città molto inquinata! "
"Sì, ma non c'entra! se piove l'acqua deposita le polveri sottili, non avrebbe senso bloccare il traffico!"
"..."
Dialogo reale e surreale fra me e la maestra di scienze. Scienze.
Ancora mamma? ancora, mamma! Sì mamma ancora! Ancora... perchè dopo il Nanetto Svizzero è arrivato il Piccolo Anarchico... Ancora...perchè la canzoncina va cantata "ancora", il giochino va ripetuto "ancora", il suono buffo merita "ancora" di essere riproposto... Ancora...o meglio "non ancora" , che è la risposta a molte domande "Dorme tutta la notte?", "Mangia da solo?" "Parla?"...
mercoledì 9 febbraio 2011
martedì 8 febbraio 2011
Il re e la maglia
Questa è una non favola della buona notte.
Inventata ieri sera sul divano, probabilmente sotto i fumi del latte corretto Brandy contro il mal di gola.
C'era una volta un re. Seduto sul sofà, che di nascosto, lavorava a maglia. Non si sa come, ma gli era venuta questa grandissima passione e non riusciva proprio più a smettere. Aveva iniziato così, per caso e poi si era fatto prendere un po' la mano. Qualcuno però se n'era accorto e aveva iniziato a mettere in giro qualche chiacchiera, battutina sul sire che sferruzza. Così, per dimostrare che non era vero e che lui era un sovrano di una volta, promulgò una legge per mettere al bando il lavoro a maglia, i ferri, i gomitoli e le matasse. Il popolo capì che il sire era un duro e che certo non perdeva tempo a lavorare a maglia. Ma lui continua di nascosto a lavorare ai ferri. Con gli ultimi gomitoli avanzati confezionava sciarpette, berretti e portachiavi. Poi la lana finì. E lui si trovo senza gomitoli e con un certo campionario di merce bandita, che scottava, da smaltire.
Fu così che si lasciò avvicinare da un furfantello locale, che aveva la vista lunga e aveva capito il doppio gioco del sovrano. L'accordo era che gli procurava di contrabbando lana e filati e che avrebbe provveduto allo smaltimento dei manufatti. In cambio, è evidente, di ricompense astronomiche. Ma il re era disperato e acconsentì. Il suo pusher lo avvicinava negli angoli del castello:
"Maestà...ci siamo ho dell'ottimo mohair blu"
"Oh, fantastico e poi, poi, cosa mi hai portato?"
"Ho trovato due gomitoli di...
"Di....?
"Di cashmere, beige!"
"Fantastico, lo posso toccare? Oh mio Dio, ma è bellissimo! Come è morbido! Eh, senti mi hai trovato quello che ti avevo chiesto?"
"No, maestà. l'angora è introvabile..."
"NOOOOO! Come faccio?!?"
"Si calmi, ho dei contatti con degli afghani, forse in settimana qualcosa si smuove...INteressa un po' di alpaca?"
"No, no, può bastare..."
Così il povero re, cercava di salvare la sua faccia, anche a scapito di sè, dei suoi soldi, della sua tranquillità.
E qua la mia storia si interrompe: non sono proprio più abituata a pensare a un sovrano che si fà un autogol al posto di promulgare le leggi per difendersi e proteggersi...Che follia!
giovedì 3 febbraio 2011
C'è troppo pudore. Lo so che non sembrerebbe, anzi...ma in realtà noi comuni mortali che abbiamo un mutuo, lavoriamo , facciamo la spesa e non andiamo in tv, ci vergogniamo del dolore. Ci hanno insegnato che il pianto adulto è silenzioso, nascosto, lecito, ma discreto. E il nostro dolore rimane lì, sotto le braci, e cresce, e si nutre di sè...Poi capita, per caso o no, di celebrare davvero la scomparsa di una persona, ma insieme, nel sorriso dei ricordi che ci legano a lei, negli aneddoti che si lanciano e rilanciano come fili di più gomitoli lanciati in un grande gioco, e nel pianto emerge il sorriso, e nella risata si fa di nuovo strada il pianto, ma si respira, la cenere si sposta e il dolore diventa qualcosa di cui si può parlare.
Così si dovrebbe fare, magari con un bicchiere di vino e un po' di salame, e anche, perchè no, una sigaretta fumata di notte, davanti alle stelle.
Così si dovrebbe fare, magari con un bicchiere di vino e un po' di salame, e anche, perchè no, una sigaretta fumata di notte, davanti alle stelle.
mercoledì 2 febbraio 2011
Cose umane, molto umane, naturali, ma spietate e tristi. Come dire addio a una gran bella persona e sperare con tutte le forze che sarà un arrivederci.
E poi cercare di trovare il senso, di cogliere un messaggio segreto, di coltivare, nell'eredità che lascia, la memoria.
E vedersi con occhi nuovi. Velati di pianto, increspati da paure, ma un pochino nuovi.
E più forte ancora lo stupore di capire quanto era importante. Mai lo avrei pensato.
Confusa e un po' incazzata.
Con quel gran peso di dover essere una persona migliore, per avvicinarsi almeno un poco a lui.
E poi cercare di trovare il senso, di cogliere un messaggio segreto, di coltivare, nell'eredità che lascia, la memoria.
E vedersi con occhi nuovi. Velati di pianto, increspati da paure, ma un pochino nuovi.
E più forte ancora lo stupore di capire quanto era importante. Mai lo avrei pensato.
Confusa e un po' incazzata.
Con quel gran peso di dover essere una persona migliore, per avvicinarsi almeno un poco a lui.
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