domenica 12 settembre 2010

ahi, ahi mascarpone istintivo!

Esagero? ho esagerato? forse...però mi ha guidato l'istinto.

A pranzo dai suoceri, con una manciata di parenti, tutto bene, poi mia cognata prende in braccio l'anarchico e gioca col suo moroso. Lui finge di volerla imboccare con un cucchiaino di tiramisù. Ridono. Poi mi rigiro e vedo il cucchiaino di tiramisù davanti alla bocca del mio anarchico. Scatto, mi alzo, e mi riprendo il bimbo (glielo strappo di mano). Scatta la discussione: lei (imbarazzata) sostiene che non gli avrebbe dato il dolce, che stavano solo giocando, che ho visto solo la parte finale; io (ancor più in imbarazzo) ribadisco che non si fa, che non si mette un cucchiaino di un cibo che non può mangiare davanti alla bocca di un bambino. Monta la polemica: io divento quella che drammatizza, che esagera, perchè in fondo mica rimane traumatizzato per un cucchiaino...Poi lei (ma fa parte del suo carattere) si offende, le si riempono gli occhi di lacrime e le trema la voce. Ok, lo so, me la sono giocata, la conosco e so che per un po' i rapporti saranno freddi, ma poi ritorneranno normali. ma rimango confusa...
è la prima volta che scatto per mio figlio, di solito non ho mai avuto da ridire, anche quando non condividevo tutto quello che si faceva intorno ai miei figli...Ma mi è scattato qualcosa. Non è solo che non giudico sensato mettere un cucchiaino di mascarpone e cacao davanti a un bimbo di 7 mesi, ma è che non mi piace che si giochi "su" mio figlio. Gioca con lui, ma non attraverso lui, non provocargli reazioni divertenti prendendolo in giro, non offrirgli qualcosa che non può avere...io non vorrei che qualcuno facesse mai così con me. 
Mio figlio, i miei figli, sono persone, anzi Persone, anche se piccoli, molto piccoli, hanno diritto allo stesso rispetto di un adulto e non mi piace quando li si tratta come animaletti, si provocano reazioni, gli si chiede di ripetere lo stesso show per il divertimento dei grandi. Sarò esagerata...ma ogni tanto lascio parlare il mio istinto materno ( o quello che penso che sia) e mi faccio guidare da lui.

venerdì 10 settembre 2010

Siamo tutte scambiste!

Se le cose belle sono da condividere, non potevo tacere sul vizio che mi tiene prigioniera...non è una cosa di sesso (nooooo!!!), non è una cosa di alcool (anch
e se una bella rubrica enologica non guasterebbe), non è una cosa di cibo (con tutti i chili che ho da smaltire mangio senza godere), ma è una cosa di ...vestiti!

Succede così: con le amiche fidate, simpatiche e vicine di taglia, ci si trova a scadenza assolutamente irregolare e casuale per mangiare una pizza a casa di qualcuno. Poi si sparecchia. Poi ci si guarda. Poi ci si china verso la borsina (shopper, sacchetto, borsa blu dell'ikea...dipende) e si estrae un pezzo: "ragazze, guardate qua: chi vuole questa magliettina? l'ho presa un anno (un mese, un giorno, prima della gravidanza, mentre allattavo) e non mi va più...". il pezzo viene steso sul tavolo e a seconda del suo appeal si scatenano queste reazioni:
- il pezzo è brutto, o troppo liso: giace inerte sul tavolo. Nessuno lo sfiora, attendiamo il secondo
- il pezzo è interessante: una timida manina lo prende, lo rigira...qualcuno dice "secondo me ti sta bene", poco convinta, ma ancora interessata lo si appoggia addosso e poi con un sorriso "non lo vuole nessuno questo? allora è mio!"
- il pezzo è molto interessante: a volte non riesce ad arrivare sul tavolo; mani rapaci lo strappano dalla proprietaria, mentre lo sta estraendo dal sacchetto. "E' MIO!!!L'HO VISTO IO!!!!"incomincia la lotta: prima solo verbale: sta meglio a me, è il mio colore, tu non hai tette, tu hai troppe tette, non è il tuo stile, mi serve per il lavoro, mi è sempre piaciuto...Se le parole non bastano (e quasi sempre non bastano) si passa ai fatti: la gara/sfilata. Le contendenti devono provare il capo in questione e sfilare con il medesimo, a quel punto, se il giudizio dello specchio non basta a estromettersi dalla competizione, ci si affida al giudizio di tutte le altre, rischiando, così, a volte, di compromettere storiche amicizie.
- il pezzo fa cagare: è bruttissimo, è un residuo degli anni 80, ha fantasie improponibile, lunghezze impensabili, è strettissimo oppure larghissimo, ha tessuti che solo a toccarli ti fanno grattare. Qui inizia in primis lo sfottio della proprietaria "Ma cosa ti mettevi? ma fa schifo? ma che vergogna!ma davvero l'hai comprato?" poi si sceglie una e la si obbliga ad indossare il pezzo, per poi farla sfilare e di nuovo insultare la proprietaria.

così via, fra chiacchiere, qualche bicchierino, molte risate...un toccasana per l'armadio e per rispolverare vecchie amicizie!

martedì 7 settembre 2010

Chi vuole il sabato libero?

Secondo giorno della nuova grande avventura:ieri c'è stato il temibile "Collegio docenti" e mi sono slogata la mascella a forza di sbadigli (ma posso sempre nascondermi dietro al fatto che l'anarchico non ha intenzione di lasciarmi dormire senza interruzioni, che poi non è neppure un gran nascondiglio, dato che è la verità...), ma oggi...
oggi, esterno uggioso, interno illuminato al neon, intorno a dei tavoloni, una ventina di donne, fra i 25 e 50 anni, parlocchiano, scrivacchiano sulle agende, a volte ridono, a volte tacciono, poi ...la bomba! "Chi vuole il sabato libero?" Neanche al mercato, neanche ai saldi, neanche ai saldi del mercato ho visto donne inalberarsi così, strabuzzare gli occhi, alzare la voce, invocare divinità superiori (il dirigente), rilanciare sull'anzianità di servizio, minacciare di  andarsene, minacciare di riferire tutto al sempre temibile Collegio Docenti ( e qui ci starebbe bene il nitrito di Frankestein Junior) borbottare in dialetto, arrossire, abbassare la testa e gonfiare il petto (manco a Miss Italia...)...
Io e un timido insegnate di religione, ai bordi del tavolone, ci guardavamo: io sgomenta, lui con la placida tranquillità di chi è abituato a questi siparietti. 
Mah...avrò fatto la scelta giusta?

mercoledì 1 settembre 2010

Nuove cose

Eh sì...oggi è stato l'inizio di cose importanti. 
In primis lo Svizzero è approdato al nido, dove è stato subito circondato da intraprendenti bambine (eh la miseria! calme, cuccioline!), lui, da vero figo, faceva l'indifferente e continuava a giocare e a salire/scendere da tutto. Se mi ha guardato, dato segni di sconforto o disagio, espresso attaccamento, cercato, considerato? No, nulla di tutto, ciò. Sarà normale? mah...
Subito dopo sono andata a prendere servizio nella scuola dove insegnerò: mia prima volta in assoluto! E chiaramente ho fato la figura della disadattata, non sapevo dove andare, come muovermi, che fare...c'erano branchi di insegnanti compatte che si muovevano e un impiegato che dispensava fogli, chiedeva firme e mi chiedeva cose che non sapevo (sensazione di interrogazione al liceo): "Sei annuale? in che senso? come le piante sul balcone? preferirei essere perenne allora! Ti serve l'assegno dei figli? Oddio, sono cos' piccoli, non ce l'hanno ancora il libretto degli assegni. Insegni quest'anno per la prima volta e sei già annuale? Ancora questo essere annuale, insiste proprio! Come hai fatto? Lo sapessi...Ah, è perchè ti sei iscritta con riserva, hai sciolto la riserva e sei salita in prima fascia! Chi io?!? Non mi sembra, ma se lo dice lei...
Insomma il nostro dialogo era surreale come se uno chiedesse ad un altro: "Scusa che ore sono?" "No"
"Sì, ma che ore sono?" "Ah, verde!"
"Noo! Che ore sono?" " Mi scusi , non avevo capito, penso domani!"
mmmm...che bell'ingresso!!!

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I miei cuccioli...

Lilypie Second Birthday tickers
Lilypie Third Birthday tickers

ho perso il contoooo!!!