Care lettrici e lettori abituali, care lettrici e lettori anonimi, casuali, saltuari, indirizzati qui per sbaglio e chiunque altro! Sto preparando le valigie perchè domani partiamo, e con questo colgo l'occasione per salutarvi tutte/i, brindo virtualmente all'estate con tutti quanti e se il caldo/internet/ i pargoli/ il portatile/ le zanzare me lo permetteranno avrete ancora mie notizie, in caso contrario ci risentiamo fra 15 giorni.! Un bacio a tutte/i!
se per caso a qualcuno sta venendo in mente di invidiarmi, faccio notare che da stamattina mi si è bloccata la schiena e non è facile fare le valigie, sistemare, pulire e chiudere casa potendo contare su una schiena elastica come l'asse da stiro. Streching? già fatto. Tachipirina? già presa.
Qualche rimedio della nonna per ricordare alla mia schiena che dovrebbe essere in grado di flettersi?
Ancora mamma? ancora, mamma! Sì mamma ancora! Ancora... perchè dopo il Nanetto Svizzero è arrivato il Piccolo Anarchico... Ancora...perchè la canzoncina va cantata "ancora", il giochino va ripetuto "ancora", il suono buffo merita "ancora" di essere riproposto... Ancora...o meglio "non ancora" , che è la risposta a molte domande "Dorme tutta la notte?", "Mangia da solo?" "Parla?"...
giovedì 28 giugno 2012
mercoledì 20 giugno 2012
Tre punti a mio sfavore
immagine tratta dal web |
In più, sicuramente le due gravidanze hanno dato una botta definitiva ai miei risicati neuroni, per cui se 20 anni fa ero un'adolescente briosa,ma ragionevole; ora sono una tardo adolescente di ritorno con un ricco parterre di incongruenze e comportamenti border line.
Per dire: avevo bisogno di un paio di scarpe. Oddio, proprio bisogno no. Non è la parola adatta. Ma certo mi avrebbe fatto piacere avere un paio di scarpe nuove, ecco così è più realistico. Con la zeppa. Ma io in alto non ci so stare. Neanche se c'è il platò (non ho voglia di andare a cercare come si scrive, perdonatemi!). Vorrei una zeppa altezza nonna. Ma con la fantasia ggiovane, come sono io! La commessa, una brasiliana dalla cadenza musicale e festosa, riesce a convincermi a portare a casa un paio di zeppe altissime "Ma sciono comodisscime!", con un cinturino miserrimo che neanche ci prova ad abbracciare la caviglia, il vile! Torno a casa e le riprovo. 5 secondi netti e mi fanno già malissimo! è record! ma sono caparbia e io le domerò. Così opto per l'ammaestramento graduale: tutti i giorni me le metto un pochino. Per stare in casa. Quando faccio i mestieri. E così mi ritrovo a passare l'aspirapolvere con il gonnellino a balze (fa troppo caldo per i pantaloni!) e la zeppona. Mi sento a metà fra una pubblicità degli anni 50 e un filmino della Fenech.
Per dire: su trashic hanno parlato dell'hula hoop. Io ho guardato la mia ciccetta molle che staziona tutt'intorno all'ombelico e con la voce di Pannofino le ho detto che i tempi erano maturi e che la mia libertà doveva attraversare la sua eliminazione. Poi mi sono infilata dentro l'hula hoop e mi sono messa ad ondeggiare. Guardando le repliche di casalinghe disperate. A volte con le zeppe ai piedi. Questo fa molto casalinga disperata!
Per dire: sono entrata in un negozio di intimo e come colta da un raptus ho afferrato qualsiasi cosa, poi la provavo e non mi piaceva. MA al posto di andarmene pensando che il suddetto negozio nulla avesse capito del corpo delle donne, continuavo ad arraffare roba, a provarla e a scartarla. Poi ho capito cos'era: il bello che mi conquistava non era la merce, ma l'odore. C'era nel negozio un odore meraviglioso, talmente inebriante da ottenebrare i miei piccoli neuroncini e spingermi a acquisti compulsivi. Fortunatamente l'odore non arrivava nei camerini e lo specchio scioglieva i miei ardori. Comunque un profumo fantastico, che, mi ha rivelato la proprietaria, è quello della linea del negozio e che viene spruzzato perennemente da dei diffusori ad hoc. Dei geniiiiii!!!! Non ho comprato il profumo solo perchè avevo già fatto bottino, ma continuo a risprofondare il naso nei capi che ho preso per riassaporare la fragranza. Fa molto pervertita.
Ecco tutto ciò non depone a mio favore e mi auguro che mai e poi mai qualcuno possa impugnare questa paginetta contro di me! Anche perchè sarebbe davvero un vincere facile!
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martedì 5 giugno 2012
Di fotografie, di scandali e di illuminazioni...
foto tratta dal web |
E' un tipo così: bello, semplice, nostrano. Come gli altri soci del circolo, che più che fotografi sembrano alpini in congedo che aspettano il grande raduno annuale. Gente genuina, che quando parla sembra che abbia inserito un google translate per tradurre dal dialetto all'italiano e spesso la forma ne risente.
Ma c'è LEI. La nostra patty. Un po' patty e un po' catherine spaak ai tempi di harem. Che dice che ha portato delle foto da guardare. Bene! Guardiamole!
le ha già stampate.
le mostra: fiori. fiore con la macro. goccia di acqua su petalo di fiore. luce che filtra fra i gambi di una pianta. tulipano appoggiato che si riflette sulla superficie.
Bello il riflesso, ma che superficie era?
Il mio tavolo.
e poi...
donna nuda. di spalle. capello sciolto sulla schiena. nei toni del seppia. la figura si riflette. sembra che esca dall'acqua. no, il riflesso non è dato da uno specchio d'acqua. no, il riflesso è dato da una superficie lucida. un tavolo! il suo tavolo!
sì, è un autoscatto!
la bocche si aprono. tizianoferro ride. il presidente: "è senza dubbio una foto...come dire, ehm, molto..."
tizianoferro suggerisce "glamour?"
"eh, se...glemur...no, cioè, chiaro che...ma sei te?"
"sì, anche mio marito non ci credeva!"
"eh, certo è molto, molto fatta bene..."
poi per darsi un tono cercava di analizzare la foto, ma non voleva sfiorarla troppo per non sembrare un maniaco e quindi via a lunghissime dissertazioni sull'ombra della mano, sulla bellezza del seppia, sul bell'effetto del riflesso...
alla fine è uscito a fumarsi una sigaretta. L'ho visto davvero provato il nostro presidente...
Ma tutto ciò mi insegna qualcosa...mi insegna siamo delle strafighe! basta solo che ci facciamo degli autoscatti e poi li correggiamo con il seppia. Non sto scherzando! Penso che forse siamo più belle di quello che siamo portate a credere, ma spesso le nostre pose non ci valorizzano e magari ci guardiamo solo in quei momenti lì, mentre siamo stanche e un po' deluse, accasciate sul divano o con la testa fra i fornelli. E non ci sentiamo belle. Ma lo siamo. E allora dovremmo avere il coraggio di guardarci da fuori, di farci un autoscatto in quei momenti un po' magici, quando sappiamo che siamo niente male, e, se necessario, non aver vergogna di immaginarci in seppia, che cancella i difetti, annulla la cellulite, esalta le linee... Perchè l'essere bella è, anche, questione di come ci si pone...di come ci si immagina...potere alla fantasia! come dite? slogan vecchio? 'acc! sono arrivata tardi!
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